Mozione approvata dal Consiglio provinciale di Genova
 

 


Il consiglio provinciale di Genova ha votato a maggioranza il 28 marzo 2009 una mozione presentata dall’intergruppo consiliare della sinistra che “impegna il presidente e la giunta della provincia di Genova ad intervenire presso il governo nazionale, il parlamento e la regione Liguria per sensibilizzare dette istituzioni e prendere posizione contraria al disegno di legge”. 
La mozione è passata con il voto dei proponenti della sinistra, dell’IDV e del PD, si sono astenuti UDC, Lega nord, Lista Biasotti; hanno votato contro AN e FI.
Lungo e appassionato il dibattito che per oltre un’ora e mezza ha visto susseguirsi gli interventi di Corradi (PdCI), Pernigotti (LB), Fraccavento (PRC), Vaccarezza, Bianchini (FI), Poggi, Volpara, Campanella, Zarino, Agnoletto (PD), Rotunno, Muzio (AN), il presidente Repetto per la giunta e Maggi solo per dichiarazione di voto. Alberto Corradi, per l’intergruppo della sinistra, ha illustrato la mozione: “Siamo contrari all’equiparazione e all’omologazione che questo disegno di legge propone: Non è una tappa verso la riconciliazione nazionale o la memoria condivisa. Pacificazione sì, equiparazione mai” ha concluso Corradi sottolineando il “mai”. Maria Teresa Poggi del PD ha ricordato che “la conciliazione c’è già stata nel 1946 con l’amnistia concessa dal ministro della giustizia dell’epoca Palmiro Togliatti e oggi non si sente il bisogno di nuovi provvedimenti”.
Fra le voci dissenzienti quella del capogruppo di AN, Giuseppe Rotunno secondo cui: “il disegno di legge non ha la pretesa di mettere sullo stesso piano i valori, ma le motivazioni che portarono a scelte diverse molti giovani di allora. Il fatto che la pacificazione non sia avvenuta lo dimostra questo rancore che traspare ancora oggi dal tono del dibattito”.
Ha chiuso il dibattito il presidente Repetto: “L’argomento è impegnativo ed importante, ciascuno ha alle sue spalle un vissuto familiare che sta nella coscienza. Ritengo che le ragioni della proposta di legge siano revisioniste e no le condivido. Le scelte fatte dopo l’8 settembre furono diverse. Non ci fu una guerra civile, la storia della nostra provincia e la richiesta che ho fatto al capo dello stato per il riconoscimento della medaglia d’oro al valor civile per la provincia di Genova sono la testimonianza di quanto affermo".