Bresso (MI) 25 aprile 2005 - "Ohi, Belle... ciao!"

 


CIRCOLO ARCI GUERNICA BRESSO
LABORATORIO DUE ZERO
OI PETRES TEATRODIPIETRA

presentano

Ohi, Belle… ciao!
Narrazione per 9 voci femminili

Centro Civico di Bresso (MI)
25 aprile 2005

  • Coordinamento drammaturgico e registico: Francesco A. di Maggio, Sabrina Santini, Anna Sella con la collaborazione di "Ceda" Cesani, Ivan Tognarini, Adele Del Ponte, Carlo Groppi,

  • Ricerche storiche e archivistiche curate da ARCI GUERNICA Bresso.

  • Collaborazioni e fonti documentali: Comune di Bresso, Comune di Piombino,ANPI di Bresso, ANPI di Milano, Nori Brambilla, Dario Venegoni, Alessandro Milani, Sito ANPI nazionale, Guido Levi dell'ILSREC (Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporaneo), diari di protagoniste, pubblicazioni varie.

  • Si racconterà di: Annunziata (Ceda) Cesani, Adele Del Ponte, Maria Galletti, Ida Guerrato, Bruna Manera, Marcellina Oriani, Norma Parenti, Felicita Seregni, Siria Tognarini, Stella Vecchio.

  • Con: Anna Bencivenga, Silvana Emanuele, Donatella Fiorella, Francesca Gussoni, Ester Intra, Paola Manfredini, Chiara Mattana, Micol Modica, Rossella Palladini.

  • Istallazione artistica di Pino Modica

  • Scenografia meccanica di Vanni Lonardi e Gianni Cividini

Donne in guerra. La guerra che riguarda soprattutto i combattenti, spesso solo uomini. Ma nella Resistenza il ruolo delle donne diviene fondamentale. Nell'organizzazione clandestina della Liberazione le "staffette" danno un contributo fondamentale collegando la lotta dei partigiani con la vita quotidiana, mentre il desiderio di libertà e democrazia cresce nel Paese martoriato dalla follia nazifascista. In scena donne di oggi raccontano quell'attimo fotografato dai ricordi di donne di quell'epoca eroica e terribile.

In una visione di "testimonianza" e di "partecipazione" abbiamo voluto porre l'accento sui lati più umani e personali di una vicenda che ha attraversato (e unito) il Paese per la conquista della libertà e della democrazia.

Donne di diverse età, estrazione sociale, con un proprio credo personale, ancora più spesso accomunate dai soli vincoli di affetto con fratelli, padri, mariti o fidanzati partigiani, scelgono forme di lotta spesso invisibili ma fortemente rischiose, apportando un contributo indispensabile alla lotta di Liberazione. Un viaggio in bicicletta, inseparabile compagna e complice delle "staffette" partigiane, un viaggio in un tempo scandito dall'improvviso variare delle pulsazioni cardiache.

Abbiamo volutamente usato parole semplici, le stesse che abbiamo ascoltato e letto nei loro racconti, lontane da qualsiasi retorica celebrativa. Cercando di raccogliere nelle parole, emozioni, ansie, speranze, sentimenti contrapposti che composero la tavolozza di quegli anni così divisi tra tragedia e desiderio di rinascita civile