L'intervento di Letizia Moratti in piazza del Duomo

 

 
Documenti
 
25 APRILE. L'INTERVENTO DI RAFFAELE BONANNI
IN PIAZZA DEL DUOMO A MILANO IL 25 APRILE

 

Raffaele Bonanni

Segretario Generale della CISL

a nome di CGIL-CISL-UIL

 

Grazie Milano per questa importante manifestazione, che fa di Milano la capitale morale della Resistenza, dei valori della Resistenza su cui è nata la nostra Repubblica.

Siamo tutti qui, cittadini e lavoratori ancora una volta per tenere alta - davvero alta - la fiaccola della Resistenza, forza di rigenerazione morale ottenuta con la lotta di popolo, energia democratica, ottenuta attraverso l'unità tra culture e politiche: liberazione dalle ingiustizie sociali come fondamento per la Repubblica , sancito così fortemente dalla nostra Carta costituzionale.

E ancora una volta vogliamo riflettere e trarre forza da questo immenso patrimonio di valori per proiettarli sulla soluzioni dei problemi dell'Italia di oggi. A che con le celebrazioni, con tutti gli onori non sia seppellito ciò che ha significato la Resistenza per gli italiani, per tutti noi .

Noi non abbiamo dimenticato e dimenticheremo. Ai giovani, più che indicare la strada del revisionismo occorre davvero offrire l'esempio della vitalità dei valori della Resistenza, nelle sfide politiche, sociali, economiche dell'Italia di oggi, che noi vogliamo più giusta, più equa, più rispettosa di tutti; delle varie culture politiche, dei vari credo religiosi, degli interessi dei più umili.

Questi sono stati i fondamenti della Resistenza italiana. Lo abbiamo fatto, lo ricorderete certamente nello scorso anno, nella vittoriosa battaglia referendaria che ci ha permesso di salvare la Costituzione , respingendo così il progetto nefasto del premierato assoluto che è contro davvero la democrazia parlamentare, ed è contro la democrazia partecipativa che i lavoratori auspicano. Una vittoria che ha sconfitto la devoluzione, che avrebbe insidiato in modo irrimediabile nelle competenze e nelle risorse, l'unità, l'eguaglianza, la solidarietà nazionale.

Ma permane, ed è forte tra di noi, la cultura presidenzialista che svuota - insisto - le assemblee elettive, limita la partecipazione dei cittadini alla vita dello Stato e limita la partecipazione dei lavoratori alle scelte sociali, economiche e politiche.

Questo - e lo ribadiamo qui - è il problema dell'Italia contemporanea: il deserto, come è stato ben detto poco tempo fa, tra la politica e i cittadini che si è molto, molto impoverito e permette ai poteri più forti di condizionale le scelte della nostra economia, le scelte politiche, le scelte del sociale nella nostra comunità nazionale; e il ricorso ormai da tanti anni a questo bipolarismo antagonista e ritroviamo la causa, ma anche l'effetto della crisi sempre più profonda della politica da cui occorre davvero risalire attraverso la partecipazione dei lavoratori e cittadini alla vita del Paese.

 Nella realtà di oggi, lo vogliamo dire e sottolineare con più forza, si stanno misurando due oligarchie: quella economica e anche una parte di quella politica, quest'ultima garantita anche da una legge elettorale senza preferenze e quindi senza la necessità di misurarsi con la dialettica interna e con i problemi democratici del consenso e la stessa crescita abnorme, l'esplosione - diciamo - dei cosiddetti costi della politica centrale e locale, molto al di sopra degli altri Paesi dell'Unione, è così lontana - e lo diciamo oggi - dalla sobrietà della vita pubblica consona allo spirito di sacrificio di rinuncia proprie della Resistenza.

E allora nei valori della Resistenza vi è davvero la forza di rigenerazione, perché in essi si possono

Ritrovare le ragioni morali.

L'Italia la deve ritrovare questa forza nell'affermazione basilare che la Repubblica è davvero fondata sul lavoro, come dice la nostra Costituzione, proprio attraverso questa affermazione , che nel Paese crescerà di nuovo la fiducia in se stessa.- perché ciascuno allora, saprà e potrà riconoscersi nella possibilità di far crescere la propria comunità e perciò anche la propria famiglia - sé stesso. Una comunità dove ciascuno non sia oppresso dallo sfruttamento e dalla marginalità, e dove il senso smarrito che troviamo qui e la, in Italia: il senso smarrito del lavoro, del rispetto delle persone e per il facile guadagno, per i quali si può ancora morire nei cantieri, nei campi, nei posti di lavoro, in ogni posto d'Italia. E chiediamo qui, il giorno della festa della Resistenza lo diciamo con forza, come facciamo ogni giorno - ormai - di protesta in tutte le città d'Italia, per ricordare la vergogna dei morti sul lavoro. Perché tanti morti, perché tanta distanza dalla vita delle persone, di quelle persone che per vivere devono lavorare e muoiono per precise responsabilità. Questo dato di vent'anni fa, di dieci anni fa, non cambia mai - ancora in questi giorni; mille, due, trecento persone muoiono ogni anno. Centinaia, migliaia di feriti ogni anno a causa di appaltatoti spregiudicati e di una legge ipocrita come quella dell'appalto al massimo ribasso, che permette alle aziende spregiudicate di scaricare poi i costi sui lavoratori e sulla loro vita.

Vogliamo più ispettori. Basta con i ribassi! Vogliamo una selezione vera delle Imprese e vogliamo più salari e più pensioni.

Ultimamente i salari si sono abbassati rispetto a ciò che avviene in tutti i Paesi d'Europa.

Ci sono milioni e milioni di pensionati che si sono impoveriti, perché la legge del '92 di allineamento tra il costo medio della vita e il valore delle loro pensioni, non è stata mai applicata .

Questo lo diciamo con forza, perché sentiamo da più parti le difficoltà che si vogliono far trovare agli accordi eventuali che noi vogliamo su questi temi, col Governo, perché si promette l'ICI. L'ICI deve essere selettiva - lo dico con chiarezza - ma se si rimuove l'ICI, bisogna bloccare anche le tasse locali, altrimenti si assisterà a una partita di giro: ciò che ci danno razionalmente, ce lo riprendono, come è successo localmente.

Vogliamo contare di più in azienda, vogliamo contare di più in questa grande realtà che hanno visto far fare affari ad alcuni imprenditori spregiudicati e i lavoratori marginali - come nella telefonia - e che ciò che sta accadendo, sia un monito, affinché non accada più.

Vogliamo condizionare le scelte aziendali, vogliamo l'azionariato collettivo e vogliamo che le tasse siano più basse. Quindi, nel lavoro, nella giustizia sociale, nella partecipazione democratica, nella tolleranza e nel rispetto delle opinioni di ciascuno, che dovrà appoggiare il Paese: L'Italia del domani, non nella solitudine di ciascuno.

È così che progrediscono i popoli! Questa è l'indicazione forte che ci viene dal sacrificio di tanti italiani che attraverso la resistenza al nazifascismo ci ha restituito la dignità di un popolo, del popolo italiano.

Resistenza che noi però dobbiamo sapere custodire con gli stessi valori attraverso la lotta ad ogni ingiustizia, giorno per giorno.

Per queste ragioni, noi diciamo allora: Viva la Resistenza ! E Vivano tutti i valori che hanno portato il nostro Paese alla liberazione dal nazifascismo!