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| Le guerre coloniali del fascismo - Le deportazioni | |
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Per togliere ai ribelli ogni sostegno da parte della
popolazione, Graziani e Badoglio decidono che dal 25
giugno 1930 vengano creati dei campi di concentramento
vicini alla costa per le popolazioni del Gebel che avevano
dato appoggio alla resistenza antitaliana. Questi campi
non solo rompono ogni legame tra popolazione e ribelli, ma
spezzano ogni possibilità di autosussistenza delle
comunità seminomadi. In sei campi
principali e una decina di minori vengono deportate, dopo
lunghe marce forzate, tra le 100 e le
120.000 persone, con tutti i loro beni e le loro greggi
(circa un milione di animali), costrette a vivere in aree
ristrette, dove le condizioni di vita diventano subito ai
limiti della sopravvivenza. |
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