Le guerre coloniali del fascismo - Le vittime

 

Isolata dalla popolazione che la sosteneva e braccata dalla aviazione, la resistenza antitaliana viene sconfitta verso la fine del 1931. Nel gennaio cade Cufra, la città santa dei Senussi, a settembre Omar al-Mukhtar viene catturato, condannato a morte e subito impiccato sulla pubblica piazza: per assistere alla sua esecuzione 20.000 beduini vengono fatti uscire dai campi. Il 9 dicembre si riuniscono i rimanenti capi oppositori dell'occupazione e decidono la resa. Nel gennaio 1932 la resistenza è virtualmente finita.

Difficile il calcolo delle vittime. Fonti fasciste parlano di 6.500 caduti tra i "ribelli" negli anni 1923-1931. Ma molto più alte sono le vittime tra la popolazione civile. Nel 1928 gli abitanti della Cirenaica sarebbero stati 225.000, mentre dal censimento del 1931 risulterebbero 142.000, compresi gli italiani. Tenuto conto dei rifugiati in Egitto (20.000 persone) e del tasso di incremento demografico, si calcola che le vittime dei rigori della guerra, della deportazione e della prigionia nei lager, siano state almeno 50.000. Da allora in poi il nomadismo viene soggetto a limitazioni e controlli rigorosi e la maggior parte della popolazione indigena non poté tornare alle terre d'origine.