L'ANPI contro la libertà concessa a Erich Priebke

 

Il Comitato Nazionale dell'ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - appreso che l'Ufficio militare di sorveglianza di Roma ha disposto per il criminale nazista Erich Priebke l'autorizzazione ad allontanarsi quotidianamente dall'abitazione in cui sconta agli arresti domiciliari la condanna all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine - intende esprimere pubblicamente il proprio sconcerto per una decisione che rinnova, una volta ancora, il dolore dei familiari delle vittime e indigna tutti coloro che hanno lottato per la libertà del nostro Paese, unitamente ai cittadini nei quali è sempre acceso il ricordo per uno dei crimini più odiosi scaturiti dalla barbarie dell'occupazione nazifascista dell'Italia. 
Erich Priebke lascia i domiciliari in motorino. 19 giugno 2007 La possibilità di recarsi “tutti i giorni, libero nella persona” negli uffici del suo legale preoccupa, infatti, non tanto per la pericolosità del Priebke quanto per l'eventualità che egli possa nuovamente sottrarsi alla giusta pena cui è sfuggito per mezzo secolo. Riteniamo che per i crimini commessi contro l'umanità, in assenza di un qualsiasi segno di rimorso e ravvedimento, non possa usarsi clemenza. Neppure l'età avanzata può giustificare da parte dello Stato un allentamento della sorveglianza e un gesto di indulgenza. 
Clemenza, indulgenza e rispetto della dignità della persona umana: l'ufficiale delle SS ha sempre dimostrato, coi fatti e con gli atteggiamenti, che tali sentimenti non trovano dimora nel suo animo. A partire da quel 24 marzo del '44 in cui con matematica ferocia e accanimento si rese colpevole dell'assassinio a sangue freddo di 335 italiani, uomini e ragazzi, lavoratori e intellettuali, studenti e militari, cattolici ed ebrei. 

Roma, 13 giugno 2007