Comitato Provinciale di Bolzano
 

 

 

Una onorificenza italiana ai militari alleati
che combatterono per la nostra libertà

Al Sindaco della città di Bolzano
e al Consiglio comunale di Bolzano 

Un grande compito fu affidato alle numerose “missioni” (furono ben 86), che gli alleati e il nuovo esercito italiano, che assieme risalivano dal mezzogiorno l'Italia nel lungo e durissimo cammino della Liberazione, fecero penetrare, con vari mezzi, nel territorio italiano ancora occupato dai nazisti e/o amministrato dai fascisti della repubblica sociale italiana .
Erano tutti volontari, militari o civili italiani, addestrati e capaci, destinati a prendere contatto con la Resistenza, ma soprattutto a garantire con le loro radio le informazioni più opportune alle armate alleate che risalivano il Paese.
A Bolzano abbiamo traccia di ben tre missioni radio: la Imperative e la Norma che agirono a Bolzano e la Vital che, insediata sul massiccio del Brenta, operò al confine tra Trento e Bolzano. Queste tre poterono operare sino alla Liberazione, ma il compito pericoloso affidato ad altre missioni fu interrotto dal loro arresto ad opera dei fascisti e/o dei nazisti.
Nel settembre del 1944 troviamo nel Lager di Bolzano, nel blocco E, ben 23 rappresentanti di queste missioni. Erano stati catturati dai fascisti in vari luoghi dell'Italia settentrionale o centrale e consegnati ai nazisti, che li avevano portati dal carcere di Verona, dove erano rinchiusi, nel Lager di Bolzano. Furono trucidati dai nazisti del tenente SS Karl Titho il 12 settembre 1944, nelle scuderie della ex Caserma Mignone . All'eccidio partecipò anche il caporale SS Michael Seifert.
I loro nomi sono scolpiti sulle lapidi poste nel cimitero militare di S. Giacomo.
Una 24a missione terminò tragicamente la sua esistenza a Bolzano, la missione Eagle del capitano dell'OSS (Office of Strategic Service) americano Roderik Stephen Goodspeed Hall. Paracadutato in Carnia, dopo aver operato nella zona di Comelico e nell'Agordino, venne catturato dai nazisti a Cortina, ancora in divisa dell'esercito americano, il 26 gennaio 1945. Venne ucciso il 19 febbraio 1945 nei sotterranei del Corpo d'armata, allora famigerata sede della Gestapo. 
Anche questi sacrifici sono stati l'attesa della Liberazione per la città di Bolzano.
Noi chiediamo un intervento del Consiglio comunale di Bolzano, e raccogliamo le identiche richieste che ci vengono da altri luoghi d'Italia, perché a queste “missioni”, a questi uomini che hanno offerto la loro vita per la nostra libertà e la loro vita hanno perduto qui a Bolzano, venga concessa una onorificenza.
Noi sappiamo di poter contare sull'impegno del Comune di Bolzano perché ai 23 martiri della caserma Mignone venga dedicato un cippo in prossimità del luogo del loro sacrificio e venga intitolato uno spazio in prossimità del nuovo compendio sorto sulla ex Caserma Mignone.
Al Capitano Hall “Steve”, figlio di un grande paese democratico, chiediamo venga dedicata una strada di questa città, al cui riscatto e Liberazione ha contribuito con la sua vita.
Per tutti i rappresentanti di queste “missioni” chiediamo al Presidente della Repubblica, motu proprio, che venga conferita una onorificenza che li affratelli.
Per questo è indispensabile che il Consiglio Comunale di Bolzano, con una propria delibera, lo chieda ufficialmente allo stesso Presidente della Repubblica.

Lionello Bertoldi, Comitato provinciale ANPI Bolzano 
Tarquinio Barbierato, ANEI - Associazione Nazionale Ex Internati Militari 

Bolzano, 2 dicembre 2005