Il comitato
Regionale della Lombardia delle Associazioni della
Resistenza ha preso ferma posizione contro la decisione
della Giunta comunale di Lecco di dedicare una lapide in
ricordo di alcuni militi e graduati della Rsi.
Pubblichiamo il testo integrale del documento approvato
dalle Associazioni della Resistenza.
Il comitato Regionale della Lombardia
delle Associazioni della Resistenza, informato dalla
decisione assunta dalla Civica amministrazione di Lecco di
porre in suolo pubblico una lapide in ricordo dei militi e
graduati della Repubblica sociale italiana, allora facenti
parte delle brigate Nere Leonessa e Perugia, fucilati il
28 aprile 1945 dopo processo conforme alle leggi di guerra
e regolare sentenza eseguita da una formazione S.A.P.
operante in zona, ritiene doveroso apportare le seguenti
precisioni.
L'uso politico e strumentale della
storia, come sta avvenendo per la vicenda in questione,
comporta fatalmente l'alterazione e la manipolazione di
verità fondamentali, pertanto è necessario ribadire che
nel corso della insurrezione nazionale si ingaggiò anche
in quel di Pescarenico una battaglia tra le forze del
Corpo Volontari della Libertà (CVL) e le suddette Brigate
nere, con notevoli perdite di vite umane da entrambe le
parti.
Come è documentato, i combattimenti
vennero sospesi per richiesta avanzata, con l'esposizione
della bandiera bianca, quindi con l'applicazione delle
tradizionali modalità, da parte dei fascisti
asserragliati in uno stabile di via Como.
A seguito di ciò fu allertata una
pattuglia della brigata S.A.P. del luogo al fine di
avviare le trattative di resa. All'avvicinarsi dei
partigiani allo stabile citato e trasformato in
fortilizio, i militi della Rsi aprivano a tradimento il
fuoco, uccidendo i componenti della pattuglia i cui nomi
qui di seguito vengono riportati:
-
ALBERTO PICCO
-
GIOVANNI GIUDICI
-
ITALO CASELLA
-
ETTORE MONTI
Quindi l'esposizione della bandiera
bianca fu un vergognoso inganno attuato solo al fine di
uccidere dei giovani combattenti per la libertà e, nell'occasione,
portatori di pace.
Con l'epilogo sanguinoso della
battaglia i responsabili dell'eccidio furono catturati,
giudicati colpevoli di alto tradimento e condannati alla
fucilazione, come da istruzioni del C.L.N. della
Lombardia.
Ne consegue che la decisione assunta
dalla Civica Amministrazione di dedicare una lapide alla
memoria ai militi della Rsi responsabili come dichiarato,
anche dell'uccisione dei partigiani ambasciatori di
pace, è inaccettabile e quindi da respingere.
Il comitato regionale e le Associazioni
invitano i gruppi consiliari, le forze politiche, i
movimenti e gli ambienti democratici locali ad
approfondire il fatto nella sua complessa verità storica
e denunciano nel contempo la manovra che si vuole porre in
atto, tendente allo stravolgimento della verità. Le
componenti del Comitato Regionale, convinte che la loro
richiesta sarà accolta e questa pagina triste e dolorosa
rigorosamente approfondita, riaffermando che l'eventuale
attuazione della iniziativa proposta si appoggerebbe su un
imperdonabile falso storico , ma significherebbe anche il
ripudio dei valori e sentimenti di democrazia, libertà,
giustizia e solidarietà che portarono al sacrificio di
oltre duecentomila combattenti della guerra di Liberazione
nazionale immolatisi per il riscatto della Patria.
A tale proposito è noto che la
resistenza lecchese è stata significativa e importante e
che nella repressione nazifascista compirono su quel
territorio atti feroci ed eccidi infami. È sufficiente
ricordare, tra i tanti Caduti, i fucilati di Fiumelatte, a
Fossoli, a Vernate, a Introzzo, e ancora gli uccisi a
Mandello, Germanedo, Eupilio, Casatenovo, i caduti in
battaglia e i torturati nelle galere, i lecchesi fucilati
a Cefalonia, l'impiccato di Osnago; senza contare gli
ottocento deportati nei campi di sterminio nazisti, i
trecentocinquanta partigiani caduti combattendo sulle
montagne o nei feroci rastrellamenti e le diverse
centinaia di feriti.
I cittadini di Lecco, orgogliosi di
avere il Gonfalone della città decorato di medaglia d'Argento
al Valore Militare per fatti inerenti la Resistenza, si
attiveranno al fine di fare emergere la verità sulla
vicenda in questione e denunciare ogni tentativo di
manomissione della Storia.
COMITATI REGIONALI DELLA LOMBARDIA
-
A.N.P.I.- Associazione
Nazionale Partigiani d'Italia
-
F.I.A.P. - Federazione Italiana
Associazioni Partigiane
-
F.I.V.L. - Federazioni Italiana
Volontari Libertà
-
A.N.E.D. - Associazione
Nazionale Ex Deportati politici nei campi nazisti
-
A.N.E.I. - Associazioni
Nazionale Ex Internati
-
A.N.P.P.I.A. - Associazioni
Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti
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