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| Ergastolo a Michael Seifert | |
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Per saperne di più sul campo: Dario Venegoni, Uomini, donne e bambini nel Lager di Bolzano. Una tragedia italiana in 7982 storie individuali, Fondazione Memoria della Deportazione/Mimesis, Milano 2005, seconda edizione riveduta e ampliata. Ingrandimenti, a cura del Circolo culturale ANPI di Bolzano: Mischa, l'aguzzino del campo di Bolzano: la sentenza, i documenti, le testimonianze al processo contro Michael Seifert, 2002 (file PDF, 392Kb); Anche a volerlo raccontare è impossibile, testimonianze di superstiti del campo di Bolzano, 1999 (file HTML, 418 Kb). Una "lettura teatrale" di Elena Buccoliero dagli atti del processo alla SS Michael Seifert (Verona, novembre 2000).
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L'ANPI, l'ANED, il Comune di Bolzano, la Comunità ebraica di Merano e l'Unione delle Comunità ebraiche erano state ammesse come parti civili. L'ANED e l'ANPI erano rappresentate dagli avvocati Sandro Canestrini e Gianfranco Maris. Da lunedì 20 fino a giovedì 23 novembre sono stati ascoltati una ventina di testimoni, in grandissima maggioranza superstiti del Lager. Venerdì 24, infine, dopo la requisitoria del PM e le arringhe delle parti civili e della difesa il Tribunale ha emesso la sentenza. Tutte le testimonianze dei superstiti (cfr il testo integrale del volume "Anche a volerlo raccontare è impossibile", a cura di Giorgio Mezzalira e Cinzia Villani, edito dal Circolo Culturale ANPI di Bolzano) sono concordi nell'attribuire alla coppia dei due "ucraini" Otto e "Misha", che sembravano anche più giovani dei loro 20 anni, particolari efferatezza e sadismo nelle violenze inflitte ai deportati, e in particolari ai detenuti delle "celle" (la prigione interna di Bolzano) contro i quali i due si accanivano quasi sempre in coppia, spesso all'improvviso, senza alcun motivo.
Fin dalle prime sedute del processo numerosi testimoni hanno riconosciuto con sicurezza nella foto di Michael Seifert il "Misha" che terrorizzava il campo. Ai due ucraini e alla loro ferocia è dedicata anche una celebre poesia dell'intellettuale veneto Egidio Meneghetti (rettore dell'Università di Padova nel dopoguerra) che fu deportato a Bolzano. "Misha", rintracciato in Canada (dove è stato anche fotografato da un reporter del Vancouver Sun) doveva rispondere di efferati crimini, riassunti in 15 capi di accusa. Nel 2001 e nel 2002 la sentenza di primo grado è stata confermata in Appello e in Cassazione, diventando quindi definitiva. Il governo canadese ha revocato la cittadinanza a Seifert, consegnandolo nel febbraio 2008 alla giustizia italiana. Del campo di Bolzano non rimangono che pochi tratti del muro di cinta, recentemente posti sotto tutela dalla Provincia autonoma. Poche foto del dopoguerra e alcuni disegni danno però un'idea della struttura del Lager, nel quale vennero richiusi, tra l'estate del '44 e la fine di aprile del '45, circa 9.500 deportati.. |