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"Misha", rintracciato in Canada (dove è stato anche fotografato
da un reporter del Vancouver Sun) doveva rispondere di
"Concorso in violenza con omicidio contro privati nemici, aggravata e
continuata" (articoli 81 comma 2, 110, 575, 577 n. 3 e 4, 61 n. 4 Codice
penale; 13 e 185 Codice penale militare di guerra), perché durante lo stato
di guerra tra l'Italia e la Germania, prestando servizio nelle forze armate
tedesche, nemiche dello Stato italiano, con il grado di Gefreiter (o
Rottenführer)
delle SS, equivalente a quello di caporale e svolgendo in particolare le
funzioni di addetto alla vigilanza del campo di concentramento di transito (Polizeiliches
Durchgangslager) istituito dalle autorità militari tedesche in Bolzano, in un
periodo compreso tra il dicembre 1944 e il mese di aprile del 1945, agendo da
solo e talvolta in concorso con altri militari appartenenti alle SS, in
particolare con il concorso materiale di un altro ucraino rimasto identificato
solo con le generalità di Otto Sein, ovvero su prescrizione o con
l'acquiescenza del soprintendente alle celle Albino Cologna, con più azioni
esecutive di un medesimo disegno criminoso, senza necessità e senza
giustificato motivo, per cause non estranee alla guerra, cagionava la morte di
numerose persone (almeno diciotto) che non prendevano parte alle operazioni
militari e si trovavano prigioniere nel menzionato campo di concentramento,
adoperando sevizie nei loro confronti ed agendo con crudeltà e
premeditazione".
- la sera di un giorno imprecisato del febbraio 1945, nelle celle
d'isolamento del lager, in concorso con il Cologna, con il Sein e con un
italiano rimasto ignoto, portava un prigioniero non identificato nel
gabinetto e lo torturava lungamente anche con il fuoco per indurlo a
rivelare notizie, cagionandone la morte che sopravveniva la mattina del
giorno successivo;
- in un giorno imprecisato ma comunque compreso fra l'8 gennaio e la fine
di aprile 1945, nelle celle d'isolamento del lager, in concorso con il
Sein uccideva una giovane prigioniera ebrea non identificata infierendo sul
suo corpo con colli di bottiglie spezzati;
- in un giorno imprecisato verso la fine del mese di gennaio 1945, nella
cella d'isolamento posta di fronte a quella contraddistinta dal numero 29,
su ordine del Cologna e in concorso con il Sein uccideva una prigioniera di
17 anni, dopo averla torturata per cinque giorni con continue bastonature e
versandole addosso secchi d'acqua gelida;
- in un giorno imprecisato ma comunque compreso fra il 20 gennaio ed il 25
marzo 1945, nelle celle d'isolamento del lager, in concorso con il Sein e
il Cologna, uccideva un prigioniero non identificato che, scoperto a
sottrarre generi alimentari e di conforto da un magazzino, era stato
ristretto in cella, lasciandolo senza cibo per tre giorni e bastonandolo
fino a cagionarne la morte;
- in un giorno imprecisato ma comunque compreso fra il 20 gennaio ed il 25
marzo 1945, nelle celle d'isolamento del lager, in concorso con il Sein ,
uccideva un prigioniero ebreo di circa 15 anni rimasto non identificato,
lasciandolo morire di fame;
- fra la fine di febbraio e l'inizio di marzo 1945, in concorso con il
Sein , nelle celle di isolamento del lager, da prima usava violenza carnale
nei confronti di una giovane donna incinta non meglio identificata, indi le
lanciava addosso secchi di acqua gelata per convincerla a rivelare notizie
ed infine la uccideva;
- nella notte tra il 31 marzo (sabato santo) e il primo aprile (Pasqua)
1945, in concorso con il Sein , nelle celle di isolamento del lager, dopo
aver inflitto violente bastonature al giovane prigioniero Pezzutti Bartolo,
lo uccideva squarciandogli il ventre con un oggetto tagliente;
- nel marzo 1945, in concorso con Sein , Cologna ed altri militari tedeschi
non identificati, sul piazzale del lager uccideva con pugni e calci un
prigioniero che aveva tentato la fuga;
- fra la fine di marzo e l'inizio di aprile 1945, sul piazzale del lager,
in concorso con Sein e Cologna, colpiva con calci due internati non
identificati e poi li finiva con colpi di arma da fuoco;
- fra la fine di marzo e l'inizio di aprile 1945, nelle celle di
isolamento del lager, in concorso con il Sein , uccideva un giovane
prigioniero non identificato massacrandolo e poi ne introduceva il cadavere
nella cella completamente buia nella quale era ristretta una internata la
quale decedeva di lì a poco;
- fra la fine di gennaio e il mese di febbraio 1945, nelle celle di
isolamento del lager, in concorso con il Sein , torturava lungamente un
giovane prigioniero non identificato anche con l'infilargli le dita negli
occhi, cagionandone la morte;
- fra il 1° e il 15 febbraio 1945, nelle celle di isolamento del lager, in
concorso con il Sein , uccideva la prigioniera Leoni Giulia in Voghera,
ebrea e la figlia di costei Voghera Augusta in Menasse, torturandole per
circa due ore, versando loro addosso acqua gelida e infine strangolandole;
- il 1° aprile 1945 (giorno di Pasqua), nelle celle d'isolamento del
lager, in concorso con il Sein, uccideva un giovane prigioniero non
identificato dopo averlo torturato per circa 4 ore;
- in un giorno imprecisato dei mesi di febbraio o marzo 1945, nei locali
dell'infermeria del lager, in concorso con il Sein , picchiava con un
manganello un giovane italiano rimasto non identificato fino a fargli
perdere coscienza e lo lasciava nell'infermeria dove il giovane decedeva
per le ferite riportate;
- in un giorno imprecisato del dicembre 1944, e comunque poco prima del
giorno 25, su ordine del responsabile della disciplina maresciallo Hans
Haage e agendo in concorso materiale con il Sein , sul piazzale del lager,
dopo aver legato alla recinzione del campo un prigioniero che aveva tentato
la fuga, alla presenza di tutti gli altri prigionieri fatti appositamente
schierare a titolo di ammonizione, lo colpiva selvaggiamente e lo lasciava
legato alla recinzione, cagionandone la morte che sopraggiungeva entro la
mattina del giorno successivo.
Il tribunale lo ha riconosciuto colpevole di 9 dei 15 capi di imputazione,
assolvendolo per insufficienza di prove dalle accuse di cui ai capi 1, 2, 3, 4,
10 e 13.
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