Il Lager di Bolzano-Gries
 

"Uomini, donne e bambini nel Lager di Bolzano", di Dario Venegoni. Il testo integrale del volume che contiene l'elenco di 7.982 deportati in quel campo. Seconda edizione. Dal sito dell'ANED.


Ingrandimenti, a cura del Circolo culturale ANPI di Bolzano:

Mischa, l'aguzzino del campo di Bolzano: la sentenza, i documenti, le testimonianze al processo contro Michael  Seifert, 2002 (file PDF, 392Kb);

Anche a volerlo raccontare è impossibile testimonianze di superstiti del campo di Bolzano, 1999 (file HTML, 418 Kb).

 

 

 

Dal luglio 1944, resosi insicuro il campo di concentramento di Fossoli, nei pressi di Carpi (Modena), le deportazioni continuarono dal nuovo campo di Gries -Bolzano. Progettato per 1.500 prigionieri su di un'area di due ettari, con un blocco esclusivamente femminile e 10 baracche per gli uomini, fu successivamente ampliato e raggiunse una capienza massima di circa 4.000 prigionieri. Poté contare sui Lager satellite di Bressanone, Merano, Sarentino, Campo Tures, Certosa di Val Senales, Colle Isarco, Moso in val Passiria e Vipiteno.
Il campo era gestito dalle SS di Verona, comandato dal tenente Titho e dal maresciallo Haage che già avevano svolto gli stessi incarichi a Fossoli. Alle loro dipendenze una guarnigione di tedeschi, sudtirolesi ed ucraini (questi ultimi, giovanissimi, tristemente ricordati per il loro sadismo). Furono internati a Gries soprattutto prigionieri politici, partigiani, ebrei, zingari e prigionieri alleati. Tra le donne molte le militanti antifasciste, le ebree, le zingare, le slave e le mogli, le sorelle, le figlie di perseguitati antifascisti. Infine i bambini, provenienti da famiglie ebree, zingare e slave già deportate per motivi razziali.
Pessime le condizioni di vita, massacranti i tempi di lavoro, numerosi i casi di tortura ed assassinio. Circa 9.500 persone transitarono da questo campo (cfr Dario Venegoni, Uomini, donne e Bambini nel Lager di Bolzano) e numerosi furono i trasporti che tra l'estate 1944 e il febbraio 1945 partirono per Ravensbrück, Flossenbürg, Dachau, Auschwitz, e per Mauthausen.
Trangolo e matricola di Ada Buffulini a BolzanoNel campo fu attivissima una organizzazione di resistenza, in stretto contatto con una struttura di appoggio esterna (nella foto triangolo e numero di matricola di un deportato politico). Decine di persone, dentro e fuori del campo, furono impegnate in una pericolosissima attività di assistenza ai deportati, con particolare attenzione a coloro che venivano inseriti nei trasporti verso i campi di sterminio. Alcune centinaia di deportati ricevettero in questo modo notizie dalla famiglia, viveri, vestiario e denaro. Molti tra coloro che si impegnarono in questa coraggiosa opera di assistenza e di organizzazione pagarono con l'arresto, l'isolamento e anche con le torture il proprio impegno.
Il 12 settembre 1944, prelevati alle 4 del mattino, 23 giovani italiani furono condotti alle Caserme Mignon e assassinati a colpi di pistola. Altri morirono sotto le sevizie degli aguzzini, e in particolare di una coppia di giovanissimi ucraini. Uno di questi, Michael Seifert, rintracciato in Canada, è stato condannato all'ergastolo il 24 novembre 2000 dal Tribunale Militare di Verona, ed estradato in Italia nel febbraio 2008. A Bolzano-Gries morirono decine di persone: i morti documentati sono circa 60, ma si tratta di un numero certamente approssimato per difetto.
Tra il 29 aprile e il 1° maggio 1945 gli internati ricevettero un regolare permesso firmato dal comandante del campo e furono accompagnati, a scaglioni, ad alcuni chilometri dalla città e rilasciati, mentre le SS si davano alla fuga, non prima di avere distrutto praticamente tutti i documenti del campo, cancellando così la gran parte delle prove dei loro misfatti. 
Del campo di Bolzano-Gries, purtroppo, sopravvive solo il muro di cinta, mentre delle strutture del Lager oggi non rimane praticamente più traccia. Una idea d'insieme del Lager la si può trarre solo da poche foto del dopoguerra e da alcuni disegni tracciati sulla base delle testimonianze dei superstiti. La Provincia di Bolzano ha recentemente posto sotto tutela un tratto del muro di cinta del campo ancora in piedi. Nel 2204 l'Amministrazione comunale ha provveduto a fare installare 6 tabelloni illustrativi lungo il perimetro del muro di cinta. Sull'area del campo sorgono oggi 12 palazzine di edilizia residenziale.