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DOVE
Via F.lli Cervi, 9 42043 Gattatico (RE)
COME ARRIVARCI
Autostrada A1: uscita Reggio Emilia, Via Emilia in
direzione Parma, indicazione Campegine - Gattatico -
Poviglio Autostrada A1: uscita Parma, Via Emilia in
direzione Reggio Emilia, indicazione Sant'Ilario d'Enza -
Gattatico - Campegine
ORARI
E' aperto ai visitatori, tutto l'anno dal martedì alla
domenica, esclusi i lunedì feriali
Dal 1 aprile al 30 settembre: 9.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00
Dal 1 ottobre al 31 marzo: 9.00 - 12.00 / 15.00 - 17.30
L'ingresso è gratuito Per le prenotazioni rivolgersi a:
Paola Varesi, Sabrina Montipò, Paolo Burani, Luciana Cervi
Tel 0522678356 Fax 0522477491
E-mail: museo@fratellicervi.it
SERVIZI
Visite guidate gratuite su prenotazione per gruppi e per
le scuole · Bookshop · Ascensore per disabili · Punto
di ristoro · Biblioteca · Videoteca
PER SAPERNE DI PIÙ http://www.fratellicervi.it
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Il
Museo Cervi di Gattatico (Reggio Emilia) è un'ampia
struttura colonica che sorge sui Campi Rossi, un podere di
circa 16 ettari collocato nel mezzo della Pianura Padana,
a pochi chilometri dalla via Emilia, a metà fra le città
di Parma e Reggio Emilia. E' un museo della Resistenza e
della storia del movimento contadino, allestito nella casa
dove i Cervi arrivarono nel 1934. L'idea di un museo della
Resistenza e della storia del movimento contadino era già
presente negli anni '60 quando Alcide
Cervi, padre dei
sette fratelli fucilati dai fascisti per rappresaglia
all'alba del 28 dicembre 1943, decideva di donare al
Comune di Gattatico e alla Provincia di Reggio Emilia la
raccolta dei ricordi e delle testimonianze del sacrificio
dei suoi figli.
I Cervi erano una numerosa famiglia di contadini-mezzadri
originari della bassa reggiana. Oltre al padre Alcide e
alla mamma Genoveffa Cocconi, c'erano i sette figli maschi
(Gelindo, Antenore, Aldo, Agostino, Ferdinando, Ovidio,
Ettore) e due figlie femmine, Diomira e Caterina. Le
figlie femmine vanno spose non appena giunte ai Campi
Rossi, e come era abitudine delle famiglie contadine,
escono di casa per entrare nelle famiglie dei rispettivi
sposi. Poverissimi, i Cervi sono però animati da un forte
impulso al miglioramento e al riscatto sociale. Come
mezzadri non avevano fissa dimora (il contratto di
mezzadria, assai sfavorevole ai contadini, imponeva di
cambiare podere ogni anno: il trasloco avveniva a
novembre, il giorno di San Martino). Appreso che il podere
di Campi Rossi è in affitto per pochissima spesa,
decidono di affittarlo e di trasferirvisi. Da allora
saranno per tutti dei "matti", delle "teste
calde" perché i Campi Rossi erano di fatto
impraticabili. Una sfida, dunque, poter vivere e lavorare
in quelle condizioni, che i Cervi vincono perché nel giro
di pochissimo tempo rendono il podere un modello di
agricoltura razionale. Livellano la terra e introducono
nuove tecniche per la coltivazione e la rotazione delle
colture. Nel 1939 acquistano un trattore, il primo della
zona.
Sul piano ideologico, i Cervi sono profondamente
antifascisti e prendono da subito le distanze dal regime.
Alla fine degli anni '20 Aldo viene imprigionato nel
carcere di Gaeta per tre anni. Sono anni formativi, poiché
legge di politica: Gramsci e Marx soprattutto. Rientrato,
estende questa esperienza a tutti gli altri fratelli e
presto allestisce una biblioteca circolante con i libri
che erano proibiti dal regime fascista. Quando le
restrizioni alla libertà di azione e di parola si fanno
più violente i Cervi iniziano l'azione di opposizione con
atti di sabotaggio agli ammassi imposti dal regime, alle
linee dell'alta tensione che alimentavano le fabbriche
Reggiane dove si producevano le armi belliche. Fanno
volantinaggio, distribuiscono clandestinamente l'Unità,
vanno di casa in casa a commentarla. La loro diventa una
casa di latitanza, dove si fanno riunioni clandestine e si
organizza l'opposizione al regime. Organizzano attentati
contro presidi fascisti della zona da cui ricavano cibo e
armi, utili per ospitare nella loro casa i numerosi
renitenti alla leva che rifiutano di prendere le armi dopo
l'8 settembre 1943 e la proclamazione della Repubblica di
Salò, e per sostenere i numerosi alleati che si erano
dispersi. Moltissimi antifascisti passeranno e sosteranno
nella loro casa. Casa Cervi viene messa a ferro e fuoco
dai fascisti la notte fra il 24 e il 25 novembre 1943. I
sette fratelli, il padre, Quarto Camurri, catturati,
verranno portati al carcere dei Servi di Reggio Emilia.
Tutti gli stranieri, che in quella notte ospitavano in
casa, verranno invece trasferiti alle carceri di Parma. I
sette fratelli Cervi verranno fucilati senza processo
all'alba del 28 dicembre 1943, al Poligono di tiro di
Reggio Emilia, insieme a Quarto Camurri. Il più vecchio
Gelindo ha 42 anni, il più giovane Ettore 22 anni.
L'azione dei fascisti è un'azione di rappresaglia: i
Cervi vengono infatti accusati di aver complottato per
l'uccisione del segretario fascista di Bagnolo in Piano
(Reggio Emilia). Il padre viene risparmiato, e tramandando
la memoria rende possibile il recupero delle testimonianze
della civiltà contadina e delle vicende storiche che
costituiscono il primo nucleo del museo.
Il museo negli anni si organizza, e intraprende attività
didattiche espositive e di ricerca. E' aperto tutto l'anno
e offre visite guidate gratuite per scuole e gruppi, su
prenotazione. E' dotato di un bookshop, di una biblioteca,
di una videoteca. Al museo sono anche reperibili e
consultabili testi di approfondimento sulle tematiche
della guerra, della Resistenza , della famiglia Cervi ,
insieme agli annali che l'Istituto Cervi pubblica dal
1979.
Il Museo Cervi è gestito dall'Istituto Alcide Cervi. Al
progetto e al nuovo allestimento, finanziato dal Ministero
per i Beni Culturali, è affidato di tramandare al secolo
e al millennio che si aprono i valori che hanno ispirato
la grande stagione della Resistenza, con la ferma
consapevolezza che quanto di passione, di idee, di azioni
e di eroismo si è compiuto nella casa-simbolo dei
fratelli Cervi, costituisce un patrimonio ideale e
culturale irrinunciabile per la formazione di una
coscienza individuale e collettiva improntata alla
democrazia, alla libertà, alla tolleranza, al progresso.
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