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Dal 17 giugno al primo agosto.
Comprende la zona montagnosa modenese e reggiana e confina
con Toscana e pianura padana. Si estende per 1.200
chilometri quadrati con 50.000 abitanti. Oltre a
Montefiorino, che ha il ruolo di capitale, i principali
centri sono Carpineti, Ligonchio, Toano, Villaminozzo.
Anche nel caso della Repubblica di
Montefiorino l'iniziativa parte dai comandi partigiani.
Nell'Appennino modenese e reggiano si consulta la
popolazione attraverso le assemblee dei capifamiglia,
dando vita alle prime giunte. Non sono vere e proprie
elezioni, ma prime forme di partecipazione e di vita
democratica, di affermazione di autonomia e di
indipendenza del potere civile. Chiara è la
rivendicazione dell'autonomia locale abolita dal regime
fascista. Anche qui, come altrove, si cerca di ristabilire
un rapporto diverso e più equo con le categorie
produttrici, i contadini innanzitutto, che si cerca di
coinvolgere in una soddisfacente politica dei prezzi,
superando la fase dell'invito al sabotaggio antitedesco
e della sottrazione dei prodotti all'ammasso. A
Montefiorino il prezzo del grano al quintale, fissato
dagli ammassi fascisti in 350 lire, salirà a 600 lire.
La repubblica di Montefiorino,
costituitasi il 17 giugno, venne attaccata già nelle
settimane successive, a causa della sua posizione
strategica nelle immediate retrovie della linea Gotica, e
cadde il primo agosto.
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