Le Repubbliche partigiane: la battaglia di Montefiorino

 


L'offensiva tedesca contro la Repubblica di Montefiorino ha inizio nel corso dell'ultima settimana di luglio. Circa ottomila uomini vanno all'attacco con artiglieria, autoblindo e lanciafiamme, mentre i fascisti li appoggiano con il controllo delle vie di comunicazione. Sul Secchia le forze tedesche vengono fermate da un battaglione di partigiani sovietici, ex prigionieri. Anche dall'altra parte ci sono alcuni reparti russi utilizzati dal comando tedesco.

Il grosso delle forze partigiane il 31 luglio è costretto a ripiegare nell'alta valle del Panaro, solo qualche reparto valligiano resiste ancora a difesa dei villaggi. La Repubblica cade il 1° agosto dopo gli ultimi combattimenti a Monchio e Santa Giulia. Nei giorni seguenti i partigiani riusciranno comunque a sferrare ancora una serie di attacchi a sorpresa ai presidi nemici, distruggendo automezzi, impossessandosi di armi e munizioni, facendo saltare un ponte.
La Repubblica è cancellata, ma la resistenza partigiana non è per nulla annientata com'era nell'intenzione dei tedeschi, che si vendicanno rabbiosamente prendendo a cannonate Montefiorino, Piandelagotti, Villa Minozzo, quest'ultima data poi alle fiamme.