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| Le Repubbliche partigiane: l'Ossola | |
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È la più conosciuta tra le Repubbliche partigiane e dura dal 10 settembre al 23 ottobre 1944. Data la vicinanza con la Svizzera è seguita con attenzione anche dalla stampa internazionale. La sua storia è breve ma ricca di esperienze politico-sociali. Nel suo territorio si trovano 35 comuni con 85.000 abitanti. I centri principali sono Domodossola, Bognanco, Crodo, Pieve Vergante, Villadossola. Nel giorno stesso dell'occupazione di Domodossola, il 10 settembre 1944, Dionigi Superti, comandante della divisione Val d'Ossola, insedia la giunta di governo. La giunta dà in breve tempo prova dell'ampiezza dei settori sui quali intende intervenire. Non si limita alla normale amministrazione, ma si muove lungo linee profondamente innovatrici, riflettendo "una visione non municipale dei problemi". Anche nella riorganizzazione del sistema giudiziario ogni provvedimento viene inserito in un progetto di ampio respiro che non solo rimuove la legislazione fascista, ma afferma con chiarezza i principi democratici su cui intende fondarsi. La responsabilità della giustizia venne affidata ad un avvocato di formazione socialista, Ezio Vigorelli, che si dimostrò sempre attento a garantire i diritti degli imputati, compresi i fascisti di Salò. I prigionieri, radunati a Druogno in Val Vigezzo, erano trattati senza durezza, come testimonia la "Tribune de Genève", una delle tante testate internazionali che hanno seguito con interesse l'esperienza ossolana. In campo scolastico e pedagogico, grazie alla collaborazione di intellettuali antifascisti come Gianfranco Contini, vennero sviluppati programmi molto avanzati, fondati su un ciclo iniziale di formazione comune a tutti e sulla successiva distinzione tra studi liceali e studi tecnico-professionali. Molti progetti restano però sulla carta, data la brevità dell'esperienza maturata nella zona liberata. La controffensiva di tedeschi e fascisti provoca la caduta della piccola repubblica il 23 ottobre, dopo giorni di duri combattimenti. |
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