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| Gli scioperi del marzo '44 | |
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Il 1° marzo 1944 i lavoratori delle
fabbriche delle regioni d'Italia ancora
occupate dai tedeschi scendono in sciopero: per una
settimana la grande industria italiana si ferma e la
produzione per i tedeschi subisce un colpo. Epicentro del
grande movimento di lotta sono le città di Torino
e di Milano, dove la condizione
operaia è ormai ai limiti della sopravvivenza.
Hitler minaccia subito una repressione
durissima: bisogna deportare il 20% degli scioperanti e
metterli a disposizione di Himmler per il servizio del
lavoro. Ma la lotta non si ferma: l'organizzazione
dello sciopero riceve il sostegno del CLNAI e alle rivendicazioni
economiche si affiancano subito anche quelle politiche
contro la guerra e l'occupazione nazifascista.
Nonostante gli arresti e la deportazioni di migliaia di
lavoratori, lo sciopero dura sino all'8 marzo, quando il
lavoro riprende, in base alle indicazioni date dal
Comitato di agitazione interregionale. |
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