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Nato a Vignola (Modena) nel 1919,
caduto a Saltino sul Secchia (Modena) il 10 aprile 1945,
laureato in Giurisprudenza, Medaglia d'oro al valor
militare alla memoria.
Sessant'anni dopo il suo sacrificio, una lapide è
stata inaugurata solennemente a Saltino sul Secchia, in
memoria di Mario Allegretti. Qui il giovane cadde,
combattendo contro preponderanti forze tedesche, alla
testa dei partigiani della 34a Brigata "Monte Santa
Giulia". Il ragazzo (ad Allegretti era già stato
intitolato il Liceo di Vignola), aveva fatto presto le sue
scelte. Nel breve periodo del Governo Badoglio aveva
aderito al Partito d'Azione e, sottotenente del 33°
Reggimento carristi di stanza a Parma, al momento dell'armistizio
si era dato all'organizzazione delle prime formazioni
partigiane "Giustizia e Libertà". Nel giugno
del 1944, Allegretti aveva raggiunto le bande attive nella
zona di Montefiorino, Ospitaletto, Pianorso e delle Are
Vecchie. Per il suo coraggio gli fu affidato il comando
della formazione "Italia libera" e poi, nel
novembre, quello della 34a Brigata, che comandò
valorosamente sino allo scontro finale. La motivazione
della massima ricompensa al valore che è stata concessa
ad Allegretti nel 1945 dice. "Combattente di tempra
adamantina, promotore ed animatore della lotta di
liberazione, in lunghi mesi di dura guerra partigiana,
sempre alla testa della sua Brigata, dava costante prova
di eccezionale ardimento. Durante l'aspra battaglia per
la difesa di Monte Santa Giulia, si infiltrava audacemente
fra le linee nemiche e, dopo avere col fuoco del suo mitra
ridotto al silenzio due postazioni di armi automatiche,
mentre ne attaccava un'altra, cadeva mortalmente colpito
gridando " Viva l'Italia! ". Fulgido esempio
di sublime eroismo e di ardente amor di patria".
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