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Nato a Crotone nel 1902, deceduto a
Massa Carrara il 3 ottobre 1951, ufficiale di carriera,
Medaglia d'oro al valor militare.
Dopo l'Accademia a Modena e l'impiego, come
tenente, in Africa, l'ufficiale frequentò a Torino l'Istituto
superiore di guerra. Nel maggio del 1943, Andreani era
tenente colonnello nel XIX Corpo d'Armata e dopo l'armistizio
partecipò alla Resistenza nell'organizzazione militare
dipendente dal CLN di Verona. Nell'aprile del 1944, all'ufficiale
fu affidato il comando di un raggruppamento di battaglioni
partigiani molto attivi nel Veronese. Andreani, braccato
dai tedeschi, nell'ottobre del 1944 finì per cadere
nelle loro mani insieme al tenente colonnello Giovanni
Fincato. La motivazione della MdO ad Alberto Andreani
dice: "Subito dopo l'armistizio, soldato deciso e
fedele, intraprendeva la lotta di liberazione molto
distinguendosi per esimie doti di animatore e di
organizzatore e fornendo, in numerose e difficili
circostanze, belle e sicure prove di coraggio. Attivamente
ricercato dai tedeschi finiva per cadere, insieme ad un
collega, in mani nemiche. Interrogati sulla organizzazione
partigiana venivano, a causa del fiero silenzio,
sottoposti ad inaudite sevizie che, protrattesi per più
giorni, causavano la morte del collega e compagno di
martirio che spirava fra le braccia del tenente colonnello
Andreani. Per altri sei giorni si protraevano sul vivente
le torture senza poterlo indurre a deflettere dal nobile
ed esemplare atteggiamento. Ridotto una larva di uomo,
pressoché cieco ed ormai mortalmente lesionato, trovava
ancora la forza di tenere alta, fra i compagni di
prigionia, in un campo di concentramento germanico la fede
nell'avvenire della Patria". In effetti Andreani,
deportato nel campo di Bolzano, fu liberato, ridotto ad
una larva umana, nell'aprile del 1945. Curato nell'Ospedale
militare di Verona, poté riprendere servizio soltanto nel
novembre del 1948. Vice comandante del 132° Reggimento
carristi della Divisione "Ariete", Andreani fu
promosso colonnello nel gennaio 1951, quando gli fu
affidato il comando del Distretto militare di Massa
Carrara. Qui si spense qualche mese dopo.
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