|
Nato a Sorbolo (Parma) nel 1923, caduto
a Villa Cadé (Reggio Emilia) il 9 febbraio 1945, Medaglia
d'oro al valor militare alla memoria.
Aveva appena vent'anni quando era entrato nelle prime
formazioni partigiane di quella che è chiamata Bassa
Parmense. Per il suo coraggio e le capacità
organizzative, al ragazzo fu affidato il comando di un
distaccamento della 47a Brigata Garibaldi. Andreoli cadde
in un'imboscata dei fascisti nel Reggiano. Nella
motivazione della massima ricompensa al valor militare
alla memoria, decretata, nel 1994, dal Presidente della
Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, si dice che il giovane
comandante "tradotto a Ciano d'Enza, centro
di martirio per molti partigiani, veniva riconosciuto dal
nemico e sottoposto a indicibili torture. Pur martoriato,
manteneva un fiero e sprezzante contegno verso i suoi
aguzzini che, furenti del suo nobile silenzio, lo
assassinavano e abbandonavano il corpo nel mezzo della via
Emilia. Luminoso esempio di virtù militari e civili, è
ricordato come un faro della resistenza parmense per le
future generazioni".
|