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Nato a Spello (Perugia) il 3 gennaio
1903, deceduto a Perugia il 7 aprile 1965, operaio.
Giovane socialista, divenne comunista nel 1921 alla
fondazione del partito. Perseguitato dai fascisti e
costretto a trasferirsi a Roma, si diede ad organizzare i
comunisti umbri che ebbe modo di avvicinare nella
Capitale. Finì davanti al Tribunale speciale che, nel
1927, lo condannò a sette anni di reclusione. Dopo essere
stato in carcere sei anni, Angelucci fu inviato al confino
e, quando fu finalmente libero per amnistia, si trasferì
ad Ivrea. Un breve periodo di lavoro all'Olivetti e poi,
nel 1940, un nuovo arresto e una nuova condanna (a un anno e sei mesi) del
Tribunale speciale. Dopo l'8 settembre 1943, l'operaio
umbro entra a far parte del CLN di Ivrea e, quale membro
della Giunta militare, organizza le prime formazioni
partigiane nel Canavese e in Valle d'Aosta e dirige gli
scioperi del novembre-dicembre 1943 e quelli del marzo
1944. Dopo la Liberazione, Angelucci torna in Umbria a
dirigere la Federazione comunista di Perugia. Vi presiede
l'Amministrazione provinciale ed è eletto deputato al
Parlamento per tre Legislature. A Perugia, che gli ha
dedicato una via, Mario Angelucci è stato anche
presidente dell'ANPI.
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