|
Nato a San Remo (Imperia) il 12 gennaio
1883, ucciso a Castelvecchio (Imperia) il 6 novembre 1944.
In una lettera che riuscì a far
giungere ai figli e ai familiari, prima di essere fucilato
con i patrioti Armando Denza e Luigi Novella, Anselmi
scrisse: "Sapete che sono innocente e solo vittima di
una montatura preparata da un uomo indegno. Potete quindi
alzare la testa più di prima". La testa alta
Giuseppe Anselmi l'aveva tenuta tutta la vita.
Socialista dal 1905, passato con i comunisti nel 1921,
aveva subito le persecuzioni dei fascisti durante tutto il
ventennio, senza mai rinunciare alle sue idee. Dopo l'8
settembre del 1943, "Pippo", così lo chiamavano
tutti, fu tra gli organizzatori della resistenza nell'Imperiese.
Membro del CLN di San Remo, Anselmi diede vita alle prime
bande partigiane della zona. Nonostante la non più
giovane età, "Pippo" divenne il comandante di
una formazione che vide cadere, in un anno di scontri con
i nazifascisti, il settanta per cento dei suoi effettivi.
Catturato nell'agosto del 1944 in seguito a delazione,
Anselmi fu incarcerato e a lungo torturato dai suoi
aguzzini, che decisero di eliminarlo con altri due
patrioti quando, tre mesi dopo, due militi furono
abbattuti dai partigiani nell'Imperiese. A Giuseppe
Anselmi è intitolata una calata del porto d'Imperia. |