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Nato a San Giorgio di Piano (Bologna) l'11
marzo 1924, morto a Bologna il 7 aprile 2004, storico
della Resistenza.
Si era appena diplomato disegnatore
tecnico, quando decise di entrare nelle file della
Resistenza emiliana. Arbizzani militò nella 2a Brigata
Garibaldi "Paolo" e divenne intendente del
Battaglione "Tabellini", che operava nella zona
di San Giorgio di Piano. Ferito gravemente ad un braccio
durante uno scontro con i nazifascisti, Arbizzani, nel
tempo della convalescenza, cominciò a raccogliere
documenti e materiali, senza immaginare che, dopo la
Liberazione, gli sarebbero serviti per dare un grande
contributo alla ricerca storica sulla resistenza e sulla
vita democratica nella sua regione. Nell'immediato
dopoguerra Arbizzani ha fatto il sindacalista, per
dedicarsi poi quasi completamente alla ricerca storica. E'
stato, infatti, tra i fondatori dell'Istituto "Gramsci"
Emilia-Romagna. Dal 1964 al 1975 è stato consigliere
provinciale, eletto nella lista del PCI, nel capoluogo
emiliano. Un impegno particolare aveva dedicato alla
Scuola di Pace di Monte Sole, ed era stato presidente del
Comitato storico del Parco, attività che lo aveva portato
a legarsi strettamente alla comunità di Marzabotto, tanto
che per ventinove anni aveva fatto parte del Comitato
regionale per le onoranze alle vittime della strage.
Arbizzani è stato attivo, da sempre, nell'Istituto
regionale della Storia contemporanea e della Resistenza
"Ferruccio Parri" ed è stato ideatore e
presidente dell'Archivio storico "Paolo Pedrelli"
della CGIL di Bologna e dell'Emilia-Romagna. Già malato, in
occasione dell'8 marzo del 2004, aveva trovato la forza
per scrivere, sulle lotte delle donne emiliane nel 1944,
un articolo per l'edizione bolognese dell'Unità. Non
gliel'ha fatto a partecipare, come gli era stato
richiesto, alle celebrazioni del 25 aprile nel 60°
anniversario della Liberazione. |