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Nato a Chiaravalle (Ancona) nel 1916,
deceduto a Milano il 22 febbraio 1996, perito industriale,
Medaglia d'oro al valor militare.
Tenente pilota, aveva partecipato alla Seconda guerra
mondiale nel 50° Gruppo autonomo compiendo oltre 180
missioni, per le quali aveva ottenuto due Medaglie d'argento,
una di bronzo e due Croci di Guerra. Il 13 luglio 1943,
durante un combattimento, l'aereo di Badalini era stato
abbattuto. Raccolto in mare, l'ufficiale era stato
portato in un campo di prigionia, di dove era stato
rilasciato nell'ottobre del 1943, dopo essersi offerto
di combattere contro i tedeschi. Badalini era stato così
impegnato prima nell'88° Gruppo da bombardamento della
ricostituita Aeronautica militare italiana e poi nel 28°
Gruppo dello Stormo "Baltimore". La motivazione
della massima ricompensa al valor militare, che gli è
stata concessa nel 1947, quando già era tornato all'attività
civile, suona: "Pilota di eccezionale perizia,
combattente arditissimo ed entusiasta, in linea dal primo
all'ultimo giorno di guerra, facendo della sua missione
di ufficiale un apostolato, si prodigava in ogni più dura
contingenza oltre il limite delle umane possibilità.
Abbattuto in fiamme e ferito in durissimo combattimento,
veniva catturato dopo 15 ore di permanenza in mare col
solo aiuto del salvagente. Dopo l'armistizio, allo scopo
di partecipare alla liberazione del proprio paese, si
offriva per una rischiosissima missione, facendosi
lanciare col paracadute in territorio italiano occupato
dai tedeschi. Assolta la missione passava a piedi le linee
e riprendeva il suo posto presso un reparto combattente
contribuendo, con estenuante e proficua opera in volo ed a
terra, alla rinascita dell'Arma. Il suo esempio perpetua
le più fulgide virtù militari dei combattenti dell'aria". |