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Nato a Brescia nel 1921, caduto a
Poggio Rusco (Mantova) il 22 aprile 1945, sottotenente
paracadutista, Medaglia d'oro al valor militare alla
memoria.
Terminato a Lodi il Liceo classico, aveva frequentato l'Accademia
di artiglieria e genio. Nel 1942, nominato sottotenente,
era stato inquadrato nella Divisione di fanteria
"Bari". Volontario paracadutista, Bagna, dopo l'armistizio,
rifiutò di servire sotto i tedeschi e, entrato a far
parte del Corpo Italiano di Liberazione, partecipò alla
guerra con gli Alleati. Mentre il conflitto era ormai
prossimo alla fine, il giovane ufficiale si offrì per
essere lanciato alle spalle del nemico con altri
paracadutisti della Compagnia autonoma distaccamento
"Nembo". Cadde, con altri quattordici
commilitoni e due partigiani, in un violento scontro con
le truppe della Wermacht in ritirata, che in quel
frangente persero diciotto uomini. La motivazione del
riconoscimento al valore di Franco Bagna dice:
"Chiedeva ed otteneva di far parte di un reparto
volontari paracadutisti, per un lancio di guerra dietro le
linee nemiche. Comandante di plotone, con indomito
coraggio e somma perizia, conduceva più volte i suoi
uomini all'attacco di autocolonne nemiche, distruggendo
automezzi e catturando armi e numerosi prigionieri.
Penetrato da solo in una casa, a colpi di bombe a mano e
con la pistola attaccava un preponderante nucleo di
nemici. Dopo averne freddati tre e ferito gravemente un
quarto, cadeva colpito a morte nell'impari lotta.
Fulgido, eroico esempio di spregiudicato spirito
paracadutista". Nel 1960, per ricordare quel tragico
fatto d'armi, al Casellone (ora Cà Bruciata) di
Dragoncello di Poggio Rusco è stato eretto un cippo. |