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Nato a Torino il 16 ottobre 1911,
fucilato a Torino il 5 aprile 1944, capitano d'Artiglieria,
Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Era figlio di due insegnanti (la madre,
la professoressa Ermelinda Garrone, quando seppe che il
suo figliolo era stato condannato a morte, a chi le
suggeriva di inoltrare domanda di grazia rispose che per
un ufficiale non era decoroso). Franco Balbis, dopo il
Liceo, concluso dai Salesiani di Alassio, era entrato nell'Esercito
come sottotenente in SPE. Durante la Seconda guerra
mondiale aveva combattuto in Africa, ritornandone con una
Medaglia di bronzo e la Croce di ferro di 1a classe.
Monarchico, subito dopo l'armistizio, aveva scelto da
che parte stare e si era messo a disposizione del Comando
militare regionale piemontese del CLN. Nel febbraio del
1944 - ucciso dai fascisti, nel centro di Torino, il
maggiore Pizzetti - Balbis chiese di occuparne il posto,
considerato tra i più pericolosi. A "Francis"
(questo il nome di battaglia del giovane capitano), furono
affidate funzioni di controspionaggio e di collegamento,
che assolse brillantemente. Fu arrestato, con il generale
Perotti e altri membri del CMRP, durante una riunione
clandestina nel Duomo di Torino. A "Francis" i
fascisti offrirono di passare, con un avanzamento di
grado, nello Stato maggiore dell'esercito repubblichino.
Rispose: "Preferisco il muro". Al presidente del
tribunale, che gli domandava perché non avesse accettato,
disse: "Ho sempre camminato sulla via dell'onore".
Prima di essere fucilato al Poligono del Martinetto con
gli altri sette patrioti condannati a morte con lui,
"Francis" chiese di poter firmare la propria
cassa, perché suo padre non faticasse a trovarla. A
Franco Balbis, a Torino, è intitolato l'Istituto
professionale statale per fotografi e disegnatori
pubblicitari. |