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Nato a Torino il 14 marzo 1921,
fucilato il 10 aprile 1945, studente in Ingegneria,
Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Risiedeva con la famiglia a Genova, in via Trento,
quando fu chiamato alle armi. Conseguito il grado di
sottotenente, era stato inviato a Bolzano, dove era
stanziato il 4° Reggimento artiglieria. Il giovane
ufficiale era poi stato trasferito a Nettuno, presso il
602° Gruppo semoventi. Di qui, dopo l'armistizio,
Banderali aveva raggiunto l'Appennino ligure, unendosi
alle prime formazioni partigiane. Poi, nel gennaio del
1944, era entrato nell'organizzazione
"Franchi". Catturato dalle SS pochi giorni prima
della Liberazione, il giovane fu condannato a morte e
fucilato. A Genova gli hanno dedicato una via.
La
motivazione della massima ricompensa al valor militare
alla memoria dice: "Animo nobile, generoso, amante
della libertà, abbracciava fra i primi la causa dei
partigiani. Prendeva contatto con varie organizzazioni
clandestine collaborando con esse con passione, indomito
coraggio e incrollabile fede. Continuava il suo lavoro con
supremo sprezzo del pericolo anche quando, attivamente
ricercato dal nemico, maggiori erano le difficoltà. Con
sublime eroismo salvava da sicura morte numerosi patrioti
e, con essi, organizzazioni clandestine di rilevante
importanza. Arrestato dal nemico, affrontava la immediata
condanna a morte con la fermezza dei forti, chiudendo
così la sua nobile, giovane esistenza, tutta dedicata
alla libertà e alla grandezza della Patria". |