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Nato a Cesena (Forlì) il 26 settembre
1904, fucilato a Cesena il 22 agosto 1944, Medaglia d'argento
al valor militare alla memoria.
Attivo antifascista, perseguitato politico aveva
partecipato, nelle Brigate internazionali, alla guerra di
Spagna. Dopo la caduta della Repubblica, era stato
rinchiuso in un campo di concentramento in Francia e di
qui, al momento dell'occupazione tedesca, era stato
consegnato alla polizia italiana. Confinato a Ventotene,
Barbieri riacquistò la libertà soltanto con la caduta
del fascismo. Dopo l'8 settembre 1943 fu tra gli
organizzatori dei primi nuclei di resistenza in provincia
di Forlì. Al comando di una formazione GAP della 29a
Brigata Garibaldi, partecipò a numerose azioni e, in
particolare, ai due assalti alle carceri della
"Rocca" di Cesena, nel corso dei quali i
gappisti liberarono numerosi detenuti già condannati a
morte. Barbieri finì per cadere nelle mani dei fascisti
che, dopo averlo a lungo torturato, lo fucilarono.
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