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Nato
a Firenze il 10 maggio 1913, morto a Firenze l'8 agosto
1944, impiegato, proclamato “Eroe nazionale” dal
Comitato toscano di liberazione, Medaglia d'Oro al Valor
Militare alla memoria.
Figlio
unico di Duilio Barducci e Brunetta Fanfani, “Potente”
(com'era conosciuto durante la Resistenza, avendo preso
il nome della prima formazione partigiana da lui
comandata) aveva presto dovuto interrompere gli studi, per
aiutare la famiglia in difficoltà economiche. Aligi aveva
però continuato ad istruirsi, sotto la guida di Gino
Varlecchi, un amico autodidatta. Così, concluso il
servizio di leva, compiuto tra Messina e l'Africa
Orientale, il giovane, pur lavorando come impiegato, a
Firenze e poi a Como, riuscì a diplomarsi privatamente
ragioniere. Si era iscritto all'Università di Firenze
quando fu richiamato alle armi.
Era tenente di
complemento, molto amato dai suoi soldati, quando
sopravvenne l'armistizio. Il 3 ottobre 1943 Aligi
Barducci ripara a Firenze dai suoi e subito si mette in
contatto con l'organizzazione antifascista della città.
Supera le iniziali diffidenze nei suoi confronti e viene
mandato a combattere sul Monte Morello, al comando di un
gruppo di sbandati. Poco tempo dopo “Potente” ha già
costituito una grande unità partigiana: la brigata
“Lanciotto”, che si distinse nella lotta sul
Pratomagno. Il 6 luglio 1944, quando viene formata la
Divisione d'assalto Garibaldi “Arno”, che riuniva
tutte le forze partigiane della zona, il comando viene
affidato proprio a Barducci. Le numerose azioni di guerra,
compiute dalla Divisione, dal Mugello al Pratomagno, si
accompagnarono ad una continua opera d'assistenza nei
confronti delle popolazioni più duramente colpite dalla
rappresaglia. Intanto gli eserciti alleati avanzavano
lentamente in Toscana, mentre le truppe tedesche
ritirandosi, attuavano feroci rastrellamenti. La
divisione "Arno" decise allora di avanzare verso
Firenze, per liberare la città senza attendere l'arrivo
degli Alleati. Firenze fu così la prima città
italiana a liberarsi da sola. La sera del 7 agosto, mentre
gli uomini di “Potente” ripulivano l'Oltrarno delle
ultime sacche di resistenza dei nazifascisti, Barducci si
stava recando al distretto militare per prendere accordi
con le autorità alleate. In Piazza S. Spirito, una
granata nemica si abbatté tra la folla. Raggiunto da una
scheggia, Aligi spirò all'alba del giorno
seguente.
B.M.
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