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| Filippo Beltrami | |
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Nato a Cireggio (Novara) nel 1908, caduto a Megolo (Novara) il 13 febbraio 1944, architetto, Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria. Il primo riconoscimento, in qualche modo ufficiale,
dell'esistenza nell'Italia occupata di un movimento
partigiano, che preoccupava i nazifascisti, è comparso il
29 dicembre 1943 su La Stampa. In un
articolo intitolato "I cavalieri della macchia"
firmato da Concetto Pettinato, sul giornale torinese si
ironizzava a proposito di un "artista lombardo"
e di sua moglie, scorrazzanti in Valdossola. Quell'"artista
lombardo" era Filippo Beltrami, che sarebbe morto in
combattimento un mese e mezzo dopo, cadendo con altri
dodici compagni, tra i quali Gianni
Citterio, Antonio Di
Dio e Gaspare Pajetta;
sua moglie era Giuliana Gadola Beltrami, componente (sino
al 2005, anno della sua scomparsa) del Comitato
provinciale dell'ANPI di Milano e promotrice del
Coordinamento femminile dell'ANPI. |
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