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Nato
ad Anzola dell'Emilia (Bologna) il 20 novembre 1914,
caduto a Casteldebole (Bologna) il 30 ottobre 1944.
Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Nel
1935-36 era in Libia, col 93° Reggimento fanteria. Nel
1939 era stato richiamato e, nel mese di giugno del 1940,
aveva partecipato alle operazioni di guerra, alla
frontiera occidentale, col 35° Reggimento fanteria della
Divisione “Pistoia”. Subito dopo l'8 settembre 1943,
Calari organizzò in Emilia i primi gruppi partigiani che,
in seguito, avrebbero costituito la 63a Brigata Garibaldi
“Bolero”.
Nominato commissario politico di un
battaglione della 63a, la notte del 9 maggio 1944, mentre
si trovava in missione a Bologna, fu arrestato dalla
polizia fascista. Restò in carcere poco: una brillante
azione dei patrioti della VII GAP, liberò Calari ed altri
prigionieri. Tornato al suo posto di lotta
sull'Appennino bolognese, morì eroicamente insieme ad
altri patrioti a
Casteldebole, nel corso di uno scontro con paracadutisti
tedeschi. La motivazione della ricompensa al valore di
Calari dice: “Valoroso partigiano, dopo aver partecipato
con indomito valore, da semplice gregario, a numerose
azioni di guerra, assurgeva alla carica di commissario
politico di battaglione. Arrestato e condannato a morte,
liberato dai compagni, tornava al suo posto di lotta e
gloriosamente cadeva sul campo di battaglia durante un
attacco di paracadutisti tedeschi, mentre con audacia e
generosità accorreva in difesa di un partigiano che stava
per essere sopraffatto da tre tedeschi. Luminoso esempio
di valore e di solidarietà umana”. A Monaldo Calari è
stata intitolata una via di Bologna.
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