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Nato a Cesena (Forlì) il 26 marzo 1899, caduto sull'Appennino
Tosco-emiliano il 15 aprile 1944, Medaglia d'Argento al
Valor Militare alla memoria.
Dopo il primo dopoguerra Pio Campana si oppose
coraggiosamente alle violenze degli squadristi e durante
il ventennio fascista fu duramente perseguitato dal
regime, di fronte al quale non aveva mai abbassato la
testa. All'armistizio prese subito parte alla Guerra di
liberazione nelle file della Resistenza. Distintosi tra i
partigiani per audacia e capacità organizzativa, Pio
Campana fu presto nominato comandante di una compagnia
dell'8a Brigata Garibaldi, partecipando alla testa dei
suoi compagni a numerosi scontri contro i nazifascisti.
Nell'aprile del 1944 i tedeschi organizzarono sull'Appennino
un massiccio rastrellamento e i partigiani della
"Garibaldi" rimasero intrappolati al Passo della
Calla, sul Falterona. Per consentire al grosso dei suoi di
sganciarsi, Campana con un piccolo gruppo di uomini
riuscì a coprirne la ritirata, ma cadde nello scontro con
forze soverchianti. |