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| Luigi Capriolo | |
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Nato a Cinzano (Torino) il 18 novembre 1902, impiccato a Villafranca d'Asti il 3 agosto 1944, operaio tornitore. Comunista sin dalla fondazione del
partito in Italia, il giovane operaio non smise mai la sua
attività di antifascista. Nel 1927, portato per questo
davanti al Tribunale speciale, fu condannato a sette anni
e sei mesi di reclusione. Scontò la pena e riprese la
lotta contro la dittatura, finendo di nuovo davanti ai
giudici fascisti che, nel 1934, lo condannarono ad altri
sette anni di prigione. Scarcerato, Capriolo fu, nel marzo
del 1943, tra gli organizzatori, a Torino, degli scioperi
che preludevano alla caduta del fascismo. Nei giorni che
precedettero il 25 luglio, Capriolo si diede alla
riorganizzazione del Partito comunista, svolgendo nella
clandestinità una convinta azione per l'unificazione di
tutte le forze democratiche, in preparazione della lotta
che si sarebbe poi combattuta contro i tedeschi. Il giorno
dell'armistizio, l'operaio tornitore fece così parte
della delegazione del Comitato del Fronte Nazionale, che
trattò con il generale Enrico Adami Rossi, comandante
della difesa territoriale di Torino, per indurlo a
consegnare le armi al popolo, perché potesse difendere la
città dai nazisti. Il generale, che nei 45 giorni del
governo Badoglio aveva fatto sparare a più riprese contro
gli operai torinesi, non solo respinse la proposta, ma due
giorni dopo si consegnò ai tedeschi per passare poi al
servizio della repubblica di Salò (dopo la Liberazione,
Adami Rossi, processato dalla Corte d'Assise di Firenze,
fu condannato, per collaborazionismo, alla fucilazione
alla schiena, alla degradazione e alla confisca dei beni,
ma fu salvato dalla Cassazione, che lo fece scarcerare e
lo reintegrò anche nel grado, permettendogli di morire
libero all'età di 83 anni NdR). |
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