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| Alcide Cervi, "Papà Cervi" | |
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Nato a Campegine (Reggio Emilia) il 6 maggio 1875, morto nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1970 all'ospedale di San Ilario (RE), contadino. Per gli italiani e gli antifascisti che, nel secondo
dopoguerra, l'hanno conosciuto o, semplicemente, hanno
saputo di lui, era affettuosamente "Papà
Cervi". Eppure è stato una figura leggendaria tra
quante hanno illustrato la Resistenza italiana. Di lui e
dei suoi sette figli trucidati hanno scritto, tra i tanti,
Piero Calamandrei, Renato Nicolai, Luigi Einaudi, Arrigo
Benedetti; ma a dirne la tempra sono le sue stesse parole,
pronunciate dopo che gli fu consegnata una medaglia d'oro,
realizzata dallo scultore Marino Mazzacurati, che da un
lato reca l'effigie di Alcide e dall'altro un tronco
di quercia tra i cui rami spezzati brillano le sette
stelle dell'Orsa: "Mi hanno sempre detto 'tu sei
una quercia che ha cresciuto sette rami, e quelli sono
stati falciati, e la quercia non è morta' la figura è
bella e qualche volta piango. Ma guardate il seme,
perché la quercia morirà, e non sarà buona nemmeno per
il fuoco. Se volete capire la mia famiglia, guardate il
seme. Il nostro seme è l'ideale nella testa dell'uomo". |
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