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Nato a Cuneo il 1° marzo 1907, morto a
Cuneo il 21 novembre 1975, dirigente industriale.
Richiamato come ufficiale di complemento, l'8
settembre 1943 Dalmastro si trovava nella caserma
"Cesare Battisti" a Cuneo, sede del 2°
Reggimento Alpini, a due passi dalla casa dell'amico
Duccio Galimberti. Frenetici contatti tra i due e poi un
gruppo di ufficiali decide di raggiungere le montagne. Una
parte va con Galimberti in Val di Gesso, gli altri
ufficiali - tra i quali Giorgio
Bocca, di cui Dalmastro
sposerà poi la sorella - seguono "Detto"
(questo il nome di Dalmastro tra gli amici e durante la
Resistenza), in Valle Grana. Nascono così la prime
formazioni di "Giustizia e Libertà".
Diventeranno poi le Divisioni e che avrebbero dato un gran
filo da torcere ai nazifascisti. Anche perché
"Detto"; grande organizzatore, sarebbe riuscito
a realizzare un'intesa con i "maquisards"
francesi, siglata con Galimberti il 22 maggio 1944.
Comandante della II Divisione Alpina "GL" del
Cuneese fin dalla sua costituzione, "Detto" alla
fine del marzo 1945 fu nominato commissario politico del
1° Gruppo Divisioni "GL" che erano state
intitolate a Duccio Galimberti. Subito dopo la Liberazione
resse la segreteria organizzativa torinese e piemontese
nel Partito d'Azione. Nel 1947, allo scioglimento di
quel partito, Dalmastro entrò nel Partito socialista, nel
quale sarebbe restato sino alla morte, che lo colse nel
pieno della sua attività di dirigente industriale, svolta
alla testa delle "Cartiere Burgo" e di numerose
altre società, tra cui la Cassa di Risparmio di Cuneo. L'attività
professionale non limita quella in campo
politico-culturale di "Detto". Dal 1964 è
presidente dell'ANPI di Cuneo. Nel ventennale della
Liberazione dà vita all'Istituto storico della
Resistenza di Cuneo. Presiede sino alla morte, succedendo
a Franco Antonicelli, l'Archivio nazionale
cinematografico della Resistenza. Un turbinio d'impegni,
tra i quali risalta quello per far erigere, a Cuneo, il
"Monumento alla Resistenza Italiana", opera di
Umberto Mastroianni.
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