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Nato ad Imola il 22 luglio 1923, caduto
a Ca' Genasia (Imola) il 6 ottobre 1944, Medaglia d'Oro
al Valor militare alla memoria.
Nella motivazione della ricompensa al
valore che, nel 1968, è stata assegnata a Marino Dalmonte,
si ricorda che "egli, anziché
cadere nelle mani avversarie, preferiva perire tra le
fiamme con il compagno, con l'arma in pugno, tramandando
così ai giovani, con il supremo sacrificio, il più
luminoso esempio di patriottismo, di coraggio e di amore
per la libertà." Marino, subito dopo l'armistizio,
era entrato nella Resistenza emiliana e si era distinto
nelle numerosissime azioni compiute dal 7° GAP. Durante
un rastrellamento operato dai tedeschi, il giovane si
trovò bloccato all'interno di un caseggiato circondato
dai nemici. Con un compagno resistette sino all'ultimo,
infliggendo ai nazifascisti dure perdite. Quando i
tedeschi videro vano ogni sforzo per costringere i
partigiani alla resa, decisero di incendiare il
fabbricato. Marino Dalmonte preferì morire arso vivo con
il suo amico, piuttosto che arrendersi. |