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| Mario Damiani | |
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Nato a Milano il 24 marzo 1902, morto nel lager nazista di Gusen il 14 gennaio 1945, ingegnere. Già negli anni dell'Università Mario Damiani era
stato schedato dalla polizia (col fratello Alberto, che
sarebbe poi diventato una dei promotori del Partito d'Azione
e che avrebbe assolto un importante ruolo durante la
Resistenza), come antifascista. Questo gli sarebbe valso,
dopo la laurea in ingegneria, conseguita a Padova nel
1928, il divieto di frequentare il corso allievi ufficiali
di complemento e l'assegnazione ad un reparto di
disciplina. Ciò non impedì che il giovane, appena
congedato, si legasse a gruppi socialisti, repubblicani e
liberali, attivi clandestinamente nel capoluogo lombardo.
Entrato in "Giustizia e Libertà", Mario Damiani
fu processato nel 1931 con i dirigenti del nucleo milanese
del movimento, ma fu assolto per insufficienza di prove.
Due anni dopo finì di nuovo davanti ai giudici (con i
fratelli Alberto e Piero), con l'accusa di aver
organizzato un piano per far evadere dal carcere di
Piacenza Ernesto Rossi, che vi era detenuto. Mario Damiani
si fece due mesi di carcere a Roma e
quando fu rimesso in libertà, riprese l'attività
antifascista clandestina. Fu tra i fondatori del Partito d'Azione
e, dalla fine del 1943, ne resse la segreteria lombarda.
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