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Nato a Pago (Dalmazia) nel 1926,
trucidato a Vascon di Carbonera (Treviso) il 16 novembre
1944, apprendista meccanico, Medaglia d'Oro al valor
militare alla memoria.
Subito dopo l'8 settembre 1943, il
ragazzo lasciò l'officina dove lavorava per entrare
nelle file della Resistenza. Partigiano combattente in una
formazione operante nel Trevigiano, si distinse per il suo
coraggio in numerose azioni. Catturato nel corso di una
pericolosa azione, fu trucidato dai fascisti che non
riuscirono a strappargli la più piccola informazione. E'
stato decorato con Medaglia d'Oro con la seguente
motivazione: "Partigiano diciottenne, si batteva
valorosamente in montagna e in pianura senza mai
risparmiarsi e sempre primo ove più ferveva la lotta.
Partecipava a numerosi audaci colpi di mano e ad ardite
azioni di sabotaggio, di esempio ai compagni per ardore
combattivo e per supremo sprezzo del pericolo. Offertosi
volontario per compiere una rischiosa missione in una zona
controllata dal nemico, veniva catturato e sottoposto ad
inumane sevizie perché denunciasse i nomi dei compagni di
lotta. Le giovani carni furono dilaniate e bruciate con
tizzi ardenti, i suoi occhi furono strappati col freddo
acciaio delle baionette, ma dalla sua bocca non uscì che
la sola invocazione per la Patria amata ed al grido di 'Viva
l'Italia!' offrì il sacrificio della sua giovane
esistenza". |