|
Nato a San Giorgio Canavese (Torino) il
13 marzo 1928, caduto ad Ozegna (Torino) il 7 luglio 1944.
Giorgio aveva appena quindici anni
quando, subito dopo l'armistizio, si era aggregato ad
una delle bande partigiane che si sarebbero poi
organizzate nelle formazioni "Matteotti". Il
ragazzino, già durante le prime azioni nelle quali ebbe a
partecipare, dimostrò di possedere un coraggio non
comune, ma il massimo della temerarietà Giorgio la
dimostrò quando, in uno scontro con i tedeschi, riuscì,
benché ferito, a far battere in ritirata, a colpi di
bombe a mano, un'autoblinda nazista. La generosità del
ragazzo gli costò la vita: in un successivo
combattimento, si fece uccidere per salvare il suo
comandante. Il nome di "Giorgio Davito" fu poi
assunto da una Divisione partigiana, che diede centoventi
caduti alla guerra di liberazione. |