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Nato a Roma il 12 gennaio 1888, deceduto a Genova il 29 novembre
1955, sindacalista.
Giovane socialista nei primi anni del secolo scorso, alla vigilia della Prima guerra mondiale divenne interventista e, da Genova, inviò corrispondenze al
Popolo d'Italia, diretto allora da Benito Mussolini. Espulso dall'organizzazione genovese del PSI per il suo interventismo, De Franceschi partecipò alla guerra, ma al ritorno dal fronte fu riammesso nelle file socialiste.
Negli anni del regime fascista fu perseguitato e, nel 1942, arrestato per sospetta attività cospirativa. Dopo l'armistizio partecipò alla Resistenza a Genova e, nel febbraio del 1945, finì in carcere.
Dopo la Liberazione, fu designato nella segreteria della Camera del Lavoro genovese. È stato
anche membro del Comitato centrale del PSI e, in rappresentanza del Partito socialista, assessore
all'Istruzione nell'amministrazione comunale di Genova. |