![]() ![]() ![]() ![]() |
|
![]() ![]() |
|
| Paola Del Din | |
|
Nata a Pieve di Cadore (Belluno), nel 1923, insegnante, Medaglia d'Oro al Valor Militare, presidente della FIVL. Si era appena laureata in Lettere all'Università
di Padova quando, sopravvenuto l'armistizio, entrò
nelle file della Resistenza veneta con il fratello Renato,
di un anno più vecchio di lei e che sarebbe caduto pochi
mesi dopo a Tolmezzo, durante una temeraria azione contro
una caserma della milizia fascista. Dopo la morte del
fratello, Paola s'impegnò ancor più nella lotta
antifascista. Con il nome di "Renata" assolse
numerosi e rischiosi incarichi, come staffetta ed
informatrice, sino a che non riuscì a raggiungere
fortunosamente gli Alleati a Firenze, latrice d'importanti
documenti. Una volta nell'Italia liberata, la ragazza
chiede di frequentare un corso per paracadutisti, per
poter tornare più facilmente al Nord, ancora occupato dai
nazifascisti. La sua determinazione è tale che viene
accontentata ed addestrata a San Vito dei Normanni.
"Renata" prende parte ad undici voli di guerra.
Chiede ed ottiene che gli inglesi liberino e facciano
tornare in Italia il padre Prospero, ufficiale degli
alpini prigioniero in India. Alla vigilia della
Liberazione si fa portare in aereo su una zona del Friuli,
dove deve prendere contatto con una Missione alleata;
tocca terra in malo modo, si frattura una caviglia, ma
riesce faticosamente a raggiungere i partigiani e a
consegnare a chi di dovere i documenti che ha con sé.
Negli ultimi giorni della guerra di liberazione, ancora
claudicante, Paola Del Din attraversa a più riprese le
linee di combattimento, per portare messaggi ai reparti
alleati in avanzata. |
|