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Nato ad Auronzo di Cadore (Belluno), il
15 giugno 1922, caduto a Tolmezzo (Udine) il 25 aprile
1944, sottotenente dell'Esercito, Medaglia d'Oro al
Valor Militare alla memoria.
Giovane ufficiale degli Alpini, fu tra
i primi a promuovere, subito dopo l'armistizio, la lotta
di liberazione in Carnia. Del Din, con il nome di
battaglia di "Anselmo", fu tra i fondatori delle
Brigate "Osoppo-Friuli", formazioni partigiane
patrocinate dalla Democrazia cristiana, dal Partito d'Azione,
dal Partito socialista e dal Partito liberale del CLN di
Udine, in accordo con il Partito comunista, che aveva
organizzato le Brigate "Garibaldi-Friuli". Già
protagonista di audacissime azioni di sabotaggio, Del Din
fu convinto fautore di un metodo di azione particolarmente
aggressivo. Fu in questo quadro che organizzò, al comando
di un pugno di uomini, un attacco notturno contro una
caserma della Milizia fascista collocata a Tolmezzo, in
pieno centro. Il capoluogo carnico era fortemente
presidiato, oltre che dai fascisti, da numerosi soldati
tedeschi. Con soli tre partigiani a dargli manforte, il
giovane ufficiale, fidando nel buio, si portò davanti
alla caserma e cominciò a sparare. La reazione dei
fascisti fu immediata. Ferito da un proiettile, Del Din
cadde. Ma si rialzò e al grido di "Viva L'Italia!
Avanti Osoppo!" si portò ancor più vicino al
nemico, che lo abbatté con una raffica. Il funerale del
giovane ufficiale si svolse a Tolmezzo, sotto gli occhi
degli occupanti, ma fu tale la partecipazione popolare che
i fascisti non osarono impedirlo. Al nome di Renato Del
Din sono intitolate oggi, in Carnia, caserme, strade e
scuole. |