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Nato a Faenza (Ravenna) il 14 maggio
1903, morto il 22 marzo 1950, muratore.
Negli anni tra il 1921 e il 1922 si era battuto, come
"ardito del popolo", contro le squadracce
fasciste. Con l'instaurazione della dittatura, Donati
non desistette dalla lotta antifascista clandestina.
Perseguitato per la sua opposizione al regime,
impossibilitato a trovare lavoro, il muratore faentino fu
ridotto in miseria. Esasperato, nel dicembre del 1929,
Donati uccise due squadristi. Portato davanti al Tribunale
speciale, fu condannato all'ergastolo. Scarcerato con la
caduta del fascismo, dopo l'armistizio Donati ebbe parte
attiva nella Resistenza. Catturato dai tedeschi a Parma,
fu deportato nel campo Fossoli (MO), e di lì nel Lager di
Mauthausen. Riuscì a sopravvivere a quella terribile
esperienza, ma morì pochi anni dopo la liberazione. |