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Nato a Torino il 4 maggio 1911, fucilato a Roma il 3
giugno 1944, ufficiale dell'Esercito, Medaglia d'Oro
al Valor Militare alla memoria.
Militare di professione, aveva frequentato l'Accademia,
partecipò alla guerra d'Etiopia con il grado di
capitano. Nel corso della seconda guerra mondiale aveva
prestato servizio in Albania, come maggiore presso il
Comando generale delle forze armate italiane. Promosso
tenente colonnello, Ebat fu sorpreso dall'armistizio
mentre si trovava a Roma e partecipò sin dall'inizio
alla guerra di liberazione. Dopo aver combattuto nel Lazio
con la banda "Poli", passò successivamente alla
banda "Bill". Catturato dai tedeschi in seguito
ad una spiata, l'ufficiale fu portato in via Tasso e qui
a lungo torturato, prima di essere processato e condannato
a morte il 19 maggio del 1944. I fascisti lo fucilarono due settimane dopo. Nella motivazione della
Medaglia d'oro alla memoria si legge: "Operando in
condizioni di ambiente particolarmente difficili e
pericolose, riusciva a raccogliere importanti notizie
sulla situazione dei tedeschi al fronte di Anzio e nella
regione della Tolfa. Cadeva poi per delazione in mano
delle SS [
]. Per 35 giorni interrogato e barbaramente
seviziato, manteneva fiero ed esemplare contegno, nulla
rivelando dell'organizzazione della resistenza che gli
era ben nota
". |