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Nato a Broni (Pavia) il 29 maggio 1896, deceduto nel
1974, laureato in legge, dirigente socialista.
Ancora universitario a Pavia, Faravelli si impegnò,
assieme a Lelio Basso ed altri nei "Gruppi studenti
socialisti". Negli anni successivi fu segretario
della Camera del Lavoro di Pavia e poi della Federazione
provinciale del PSI, oltre che direttore del giornale
socialista La Plebe. Nel 1922 aderisce al PSU, lo
spezzone riformista del partito socialista che si
allontana dal PSI dopo la scissione comunista del 1921. In
quegli anni, impiegato al Comune di Milano, il giovane
socialista è attivo nel Consiglio delle leghe della
Camera del Lavoro di Milano e collabora a La Giustizia di
Zibordi. Spirito autonomo e libertario, approfitta delle
opportunità offerte dal suo impiego in Comune per fornire
in più occasioni documenti falsi ad antifascisti,
costretti a vivere clandestinamente per sfuggire alla
polizia del regime, ma soprattutto si impegna molto per
favorire un'intesa tra il Partito socialista e il
movimento di "Giustizia e Libertà" in funzione
di una più efficace lotta al regime fascista. Per questo,
nel 1931, Faravelli si porta da Lugano a Parigi e il 31
luglio di quell'anno raggiunge il suo obiettivo: PSI e
GL firmano l'accordo interpartitico. Nel 1933 Faravelli
si stabilisce a Lugano e di qui mantiene i collegamenti
con le due organizzazioni antifasciste e si adopera per
dar vita in Italia ad un centro interno del PSI. Durante
un viaggio in Francia, ormai invasa dai tedeschi, nel
giugno del 1942 il dirigente socialista è arrestato dalla
polizia del governo collaborazionista di Vichy. Consegnato
alla polizia italiana, Faravelli è deferito al Tribunale
Speciale, che per ben quattro volte aveva dovuto
rinunciare a processarlo perché latitante. I giudici
fascisti pareggiano subito il conto: 30 anni di carcere.
Alla caduta del fascismo Faravelli è ancora in una cella
del reclusorio di Castelfranco Emilia. Il governo Badoglio
ce lo lascia, ma un provvidenziale bombardamento aereo
consente a Faravelli di evadere e di riparare in Svizzera.
Dopo la Liberazione Giuseppe Faravelli è stato membro
della Direzione del Partito socialdemocratico, direttore
de L'Umanità e condirettore di Critica
sociale. Ha successivamente lasciato il PSDI per
ritornare nel PSI e restarvi sino alla morte. |