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Nato a Roma il 6 gennaio 1923, ucciso a
Campo Reatino il 9 aprile 1944, studente, Medaglia d'oro
al valor militare alla memoria.
Frequentava la Facoltà d'Ingegneria quando fu
chiamato alle armi. Al momento dell'armistizio prestava
servizio come allievo ufficiale pilota nell'Aeronautica
e nei giorni del 9 e del 10 settembre 1943 prese parte
alla battaglia per la difesa di Roma, durante la quale fu
ferito. Successivamente, raggiunti i primi nuclei
partigiani operanti nel Lazio e alla periferia di Roma,
si distinse in ardite azioni di guerra. Durante un
rastrellamento in Sabina, fu ucciso dai tedeschi. La
motivazione della MdO alla memoria di Giuseppe Felici
ricorda: "Ferito dopo aspro combattimento contro
forze preponderanti tedesche nella difesa di Roma nel
settembre 1943, riprendeva subito le armi, ancora
convalescente, nella lotta partigiana contro l'invasore.
In plurime azioni di sabotaggio e di guerriglia tra le
più audaci, si distingueva per le virtù di capo
valoroso, sereno valutatore del pericolo, sempre presente
ovunque il rischio fosse maggiore. Braccato dai
nazifascisti che avevano posto su di lui una forte taglia,
persisteva con indomito coraggio alla testa dei suoi
compagni, infliggendo al nemico, in epici combattimenti ed
azioni, gravi perdite. Arrestato da due ufficiali tedeschi
riusciva a fuggire. Subito dopo in duro combattimento
veniva ferito e cadeva prigioniero. Con teutonica ferocia
fu fucilato, ancora sanguinante per le gloriose
ferite." |