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Nato a Piteglio (Pistoia) il 9 ottobre 1919, caduto ad Anzin (Francia) il
18 febbraio 1942.
Figlio di un minatore emigrato, Eusebio Ferrari militò nella gioventù comunista e divenne dirigente dell'organizzazione di Fenain, nel Nord della Francia. Non ancora ventenne, fu alla testa delle agitazioni operaie e, nel 1937, fu tra gli organizzatori di un grande sciopero dei minatori francesi.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, con l'occupazione tedesca della Francia, operò attivamente per dar
vita ai primi gruppi di Francs-tireurs partisans. Braccato dalla polizia nazista e da quella del governo collaborazionista
di Vichy, Ferrari (col francese Denis e col polacco Pawlowsky), portò a termine numerose, temerarie azioni: fece saltare
la centrale elettrica di Dechy, le chiuse di Marchiennes-Ville e di Valuang, numerosi ponti, treni carichi di militari
tedeschi e di materiale bellico. Caduto in un agguato, morì combattendo.
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