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Nato a Roma il 28 luglio 1887, fucilato a Roma il 24
maggio 1944, pittore, Medaglia d'oro al Valor militare
alla memoria.
Molto noto negli ambienti artistici
romani (è stato presidente dell'Accademia di Belle Arti
di Roma, giurato all'esposizione di San Francisco del
1915, capo dell'Ufficio artistico dell'Enciclopedia
Italiana), G.B. Ferrari, dopo l'armistizio, aveva
trasformato il suo studio di via Margutta in un centro di
raccolta e collegamento di patrioti antifascisti e
trasmetteva agli Alleati le informazioni, spesso
importantissime, che riuscivano a raccogliere. La sua
preziosa attività s'interruppe quando, ai primi di
maggio del '44, fu arrestato. Seppe resistere alle
peggiori torture e, processato con l'accusa di
spionaggio a favore del nemico, fu condannato a morte.
Ferrari fu fucilato a Forte Bravetta, con altri suoi
compagni, pochi giorni prima della liberazione di Roma. |