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Nato a Genova il 3 agosto 1921,
fucilato a Torino il 23 gennaio 1945, ufficiale, Medaglia
d'oro al valor militare alla memoria.
Aveva frequentato l'Accademia di
Modena e, dopo aver partecipato come sottotenente di
fanteria alle operazioni militari in Dalmazia, era stato
sorpreso dall'armistizio a Spalato. Ferreira non esitò
a darsi alla macchia e a raggiungere le formazioni
partigiane operanti nel Friuli orientale. Di lì riuscì a
portarsi in Piemonte, dove fu tra gli organizzatori, in
Val Grana, della banda "Italia Libera", dalla
quale sarebbero poi sorte le Brigate della I Divisione
Alpina "Giustizia e Libertà", operanti in Valle
di Lanzo. Capace organizzatore, Ferreira si trasferì
successivamente in Valle d'Aosta, dove diede vita alle
Brigate "Mazzini" che, nell'estate del 1944,
si sarebbero raggruppate nella VII Divisione Alpina
"Giustizia e Libertà", della quale assunse il
comando. Catturato dai nazifascisti, Pedro Ferreira
riuscì, grazie ad uno scambio di prigionieri, a
riacquistare la libertà e a riprendere il suo posto di
lotta. Gli fu fatale la convinzione di poter ottenere una
forte somma di denaro per finanziare la lotta partigiana.
Portatosi a Milano, era l'ultimo giorno dell'anno
1944, per incontrare il "finanziatore", il
giovane ufficiale cadde nelle mani dei fascisti. Tradotto
a Torino, Pedro Ferreira fu processato e condannato a
morte. Fucilato con altri nove patrioti al Poligono del
Martinetto, Ferreira volle ordinare il "fuoco!"
al suo plotone d'esecuzione. |