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Nato a Castelletto di Branduzzo
(Pavia) nel 1912, caduto a Verretto (PV) il 2 gennaio
1945, Medaglia d'Oro al Valor militare alla memoria.
Impiegato, Ermanno Gabetta era stato richiamato alle
armi nel giugno del 1940. Aveva partecipato alle
operazioni belliche sul fronte occidentale e su quello
greco-albanese. Subito dopo l'8 settembre del 1943,
organizzò i primi gruppi di partigiani nel Vogherese.
Costituita più tardi, insieme a Carlo Boldizzoni e
Roberto Vicini, la 115a Brigata Garibaldi
"Gramigna", ne divenne il vicecomandante. La sua
formazione diventò presto leggendaria, scontrandosi per
almeno quindici volte con i nazifascisti nei territori di
Lungavilla, Verretto e nell'Oltrepò Pavese. Nel corso
di massicci rastrellamenti, svoltosi nel novembre e nel
dicembre del 1944, i fascisti riuscirono a catturare sei
partigiani della 115a (Franco Bernini, Candido Savi,
Sandro Casarini, Battista Longhi, Celso Civardi e Giuseppe
Barbieri), che dopo essere stati sottoposti a tremende
torture, furono trucidati a Castelletto. Pochi giorni
dopo, il 2 gennaio del 1945, Ermanno Gabetta, che con i
partigiani Giovanni Mussini, Ferruccio Luini e Pietro
Rota, aveva trovato momentaneo rifugio in una casupola
isolata tra Verretto e Lungavilla, fu sorpreso e
circondato da centinaia di nazifascisti. Rifiutata la
resa, i quattro partigiani caddero dopo aver esaurito le
munizioni. Dice la motivazione della Medaglia d'Oro a
Gabetta: "Combatté strenuamente in condizioni
disperate, per oltre cinque ore, finché cadeva con tutti
i compagni, meritando dal nemico il saluto delle
armi".
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