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Nato a Catania nel 1905, morto in
Dalmazia il 20 aprile 1944, carabiniere, Medaglia d'Oro
al Valor Militare alla memoria.
Interrotti gli studi e arruolatosi nei carabinieri nel
1925, aveva partecipato alla guerra d'Etiopia e, nel
1939, all'occupazione dell'Albania. L'8 settembre
del 1943, Gallo che aveva raggiunto il grado di
maresciallo capo dell'Arma, si trovava a Dobrota, nei
pressi di Cattaro (Dalmazia). Con l'armistizio si pose
al sottufficiale, come a tanti altri militari lasciati in
balia degli eventi senza istruzioni precise, il problema
del che fare. Gallo si schierò contro i tedeschi.
Catturato di lì a poco, il maresciallo fu internato in un
campo di concentramento locale. Qui cominciò subito l'opera
dei carcerieri per convincerlo a collaborare con i
neofascisti in cambio del rimpatrio immediato e vantaggi
di carriera. Gallo non solo non venne a compromessi, ma
continuò ad incoraggiare i compagni di prigionia a
resistere e a non collaborare con i tedeschi. Per questo
suo atteggiamento, il sottufficiale fu sottoposto a
vessazioni e privazioni inenarrabili. Per sette mesi,
nonostante fosse ormai in precarie condizioni fisiche,
Gallo seppe resistere a lusinghe e minacce, finché
privato di qualsiasi assistenza sanitaria, fu lasciato
morire di fame e di stenti. |